Dalla Libia col barcone, arrestato “Jappa”: spacciava eroina tagliata male

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ANCONA – La Polizia di Stato di Ancona ha concluso una operazione antidroga nella città dorica, traendo in arresto un 34enne pluripregiudicato tunisino, Mohamed Hnaiech, per il reato di spaccio di stupefacenti. L’ uomo, noto negli ambienti dei tossicodipendenti anconetani con il nomignolo di Jappa,  fin dal suo approdo sulle coste italiane con un barcone proveniente dalla Libia si è dedicato compulsivamente allo spaccio di stupefacenti in diverse città italiane, fino ad approdare nel capoluogo marchigiano dove era diventato il punto di riferimento per l’ approvvigionamento di eroina in città. I poliziotti della Narcotici lo avevano attenzionato perché sospettato di aver venduto eroina tagliata male, che avevano provocato tra settembre e gli inizi di ottobre alcune overdose tra i suoi clienti, per fortuna senza esiti letali per il tempestivo intervento delle ambulanze del 118. Una in particolare avvenuta nella serata del 21 settembre in piazza Sangallo, in danno di un tossicodipendente 49enne anconetano che fu portato a Torrette e salvato con una robusta iniezione di Narcan. Il tunisino era diventato più guardingo, sospettando che la Squadra Mobile lo pedinasse, tanto da aver murato in un capannone in disuso dell’ area portuale lo stupefacente, utilizzando dello stucco a presa rapida. Tra le sostanze che utilizzava per tagliare la droga pare che utilizzasse anche dell’ intonaco bianco opportunamente polverizzato. Gli investigatori dopo alcuni servizi di osservazione lo hanno bloccato e richiesto l’ intervento dei cani poliziotto; il cane Tar ha fiutato la droga e demolito a morsi una parete in cartongesso, scovando oltre 20 dosi per circa 25 grammi di eroina (che al dettaglio avrebbe fruttato circa 1.000 euro), nonché 200 euro provento di spaccio. L’ uomo ha tentato la fuga ma è stato bloccato e, dopo un passaggio in Questura, visti i precedenti associato al carcere di Ancona Montacuto su disposizione del PM Rosario Lioniello. Le indagini proseguono per addebitare al medesimo anche la cessione delle dosi tagliate male, con l’ ulteriore reato di “lesioni come conseguenza di altro delitto”.

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