Dalla Sicilia al Piemonte con l’asino: Nicola Winkler e Fefè accolti ad Altopascio

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ALTOPASCIO – Un itinerario da disegnare giorno dopo giorno, un modo per scoprire e raccontare un’Italia nascosta e poco narrata, un atipico compagno di viaggio, antico, testardo, affidabile ed ecologico. Ecco il progetto “Non fare l’asino”, ideato dal ventunenne torinese Nicola Winkler che sette mesi fa è partito dalla Sicilia con Fefè, l’amico asino, e sempre insieme a lui, percorrendo una media di venti chilometri al giorno, sta attraversando l’Italia per raggiungere il Piemonte. Oggi, questi pellegrini speciali, sono arrivati ad Altopascio: l’avventura poetica di Nicola e Fefè, infatti, sta procendo lungo la Via Francigena e non poteva quindi saltare la tappa nella cittadina del Tau, culla dell’antica arteria che da secoli accoglie pellegrini da tutta Europa e non solo. Ad aspettarli, nel centro del paese, in piazza Umberto, c’erano il Sindaco, Sara D’Ambrosio, l’assessore alla cultura, Martina Cagliari, varie specialità di pane e focaccia, preparate per l’occasione dal panificio Il Buon Pane, e un gruppo di cavalli della Scuderia Simoncini, che ha accompagnato il ragazzo fino all’Abbazia di Badia Pozzeveri.

 
«Il progetto di Nicola – spiegano Sindaco e assessore – richiede tempo, costanza e soprattutto ci ricorda quanta Italia nascosta e interna ci sia da scoprire e valorizzare. Un Paese rurale, dove vivono giovani che hanno scelto di tornare a lavorare la terra o dove intere comunità cercano e sperimentano stili di vita alternativi, dove il rispetto dell’ambiente, della storia, delle tradizioni e del bene comune sono elementi essenziali. La stessa Via Francigena è la somma di tutte queste cose: una cultura che aggrega, un turismo sostenibile, un percorso interiore che diventa anche motivo per conoscere persone e abitudini. Un percorso in cui il Comune di Altopascio crede moltissimo: a breve termineremo i lavori per la realizzazione della nuova foresteria, che sorge proprio di fianco all’Abbazia di Badia Pozzeveri, per un importo totale di 950mila euro, che potrà ospitare fino a 20 pellegrini. Investire nelle strutture della Francigena significa accrescere i visitatori e dare ai viaggiatori un motivo in più per restare ad Altopascio. I numeri ci stanno dando ragione: basti dire che nel 2016 sono stati 1673 i pellegrini registrati (cioè quelli che sostano), mentre ad oggi, per il 2017, siamo a oltre 1200, un dato in linea con quello dello scorso anno».

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