Noi del Forte sulla gestione dei beni comunali: “Molino risponda all’interpellanza di Giannotti”

FORTE DEI MARMI – “L’assessore Molino non dà mai risposte alle precise domande che gli vengono poste ed ogni volta si agita con stizzito furore. Le richieste avanzate dal consigliere di opposizione Giannotti sono legittime e pressanti e sono state formulate con una interpellanza scritta più di 60 giorni fa. Nonostante il tempo per rispondere sia di 30 giorni, al momento l’Assessore Molino non ha dato alcuna cenno scritto su quanto richiesto …uno strano concetto di democrazia e trasparenza il suo”.

Così si legge in una nota stampa della lista Civica Noi del Forte/Bruno Murzi sindaco.

“Da questo comportamento dobbiamo dedurre che, probabilmente, ha qualche difficoltà a ribattere e, in mancanza di argomenti convincenti, si trova costretto ancora una volta a riproporre il suo vecchio armamentario di auto incensazione e sprezzante arroganza.

Questa volta però, oltre al solito riferimento ai terreni interclusi inutilizzabili, alla mancanza di progettualità, alle colpe degli altri, aggiunge un nuovo inedito argomento, perché per la prima volta dichiara la inutilità da parte del Comune di avere applicato i criteri della perequazione urbanistica che, di fatto, avrebbe creato solo un vantaggio ai privati.

Sarebbe un errore da parte nostra entrare in questa misera polemica e controbattere se l’acquisizione al demanio comunale degli oltre 190 mila mq. di terreni sia stato un vantaggio o meno per la comunità fortemarmina. Oggi di sicuro sappiamo che per Molino quei terreni non dovevano essere acquisiti perché non hanno un interesse pubblico e che la loro vendita è stata una liberazione per il Comune. Povero Molino …che triste storia ci racconta.

Noi comunque abbiamo preso atto della sua scelta di dismettere questo valore e   non abbiamo criticato il fatto che per una parte di questi beni si sia proceduto alla loro valorizzazione attraverso la vendita ai privati. La nostra perplessità sta nel fatto che, a fronte dei cospicui introiti, non abbiamo visto ricadute positive nel territorio e che, salvo dimostrazione contraria (e questo era lo scopo della nostra interpellanza), alla fine il risultato sia stato quello di un impoverimento del Comune e, quindi, dell’intera comunità. Ma spiegarlo a Molino ci sembra difficile.

Senza ulteriori polemiche e senza entrare nel merito delle scelte operate dall’Amministrazione Buratti-Molino (seppure spesso discutibili) abbiamo semplicemente chiesto di fornire dei dati (beni venduti, incasso derivante dalle vendite, impiego delle somme incassate) allo scopo di valutare di come i beni dei cittadini sono stati amministrati.

Caro Molino, se tutto è a posto, se le procedure sono state regolari, dove sta il problema?  Non si agiti, non getti inutili polveroni. È sufficiente che lei, come previsto dal regolamento comunale, che oltretutto dovrebbe ben conoscere, dia risposte nei tempi e nelle modalità previste.

Risponda alla nostra interpellanza perché, a questo punto, non è più un problema politico quanto quello del rispetto dei diritti del cittadino e dei doveri della pubblica amministrazione che, come è noto, per legge ha l’obbligo di rispondere entro 30 giorni. Tempo ampiamente scaduto per cui l’Amministrazione di cui lei fa parte risulta già inadempiente e legalmente perseguibile”.

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