Del Ghingaro a Baldini: “Lo stile è come il coraggio, se uno non ce l’ha non se lo può dare”

VIAREGGIO -“Lo stile è come il coraggio, se uno non ce l’ha non se lo può dare. “È bene che Del Ghingaro venga rimandato a Capannori”. Così, più o meno, si è espresso il terzo arrivato, promotore di ricorsi che hanno portato al commissariamento di Viareggio e al conseguente ritornare indietro della città, l’altra sera in una intervista. E questa è solo l’ultima frase offensiva, livorosa è cattiva che va dicendo nei miei confronti da un anno e mezzo”.

Lo scrive Giorgio Del Ghingaro, ex sindaco di Viareggio, riferendosi a Massimiliano Baldini, due giorni dopo l’udienza al Consiglio di Stato e in attesa della sentenza dei giudici romani che dovranno decidere se confermare quanto diposto dal Tar Toscana, riformare o annullare.

“Com’è evidente – prosegue Del Ghingaro – questo signore non infama solo me, ma anche Capannori, comune che orgogliosamente ho amministrato da sindaco per dieci bellissimi anni. In sintesi, con una maleducazione senza preecedenti istituzionali, porta avanti la sua battaglia sbruffona, per creare (e crearsi) alibi per la sua ennesima sconfitta alle elezioni. Quindi non solo carte bollate, che ci costringono da un anno a frequentare le aule dei tribunali amministrativi e gli danno quella visibilità che politicamente non era mai riuscito ad ottenere, ma anche tante parole: brutte, imbarazzanti, volgari. Molti mi chiedono perchè io non ripaghi della stessa moneta, non risponda per le rime, non reagisca con toni pari, in cattiveria, ai suoi. Altri sollecitano querele, esposti, segnalazioni.
Mi dispiace ma io non sono così, ho un mio comportamento, una mia educazione, un mio modo di fare e di essere che inevitabilmente è diventato il mio stile. E non cado in queste miserrime provocazioni da quattro soldi. Si è sindaco anche perchè si tengono comportamenti istituzionali, si rispetta il proprio territorio e quello degli altri, si è attenti alle persone, chiunque esse siano, si ascolta anche chi ti offende, perchè magari non arriva a capire, o è in difficoltà e non riesce ad uscirne. Questo non vuol dire essere novelli S.Francesco naturalmente, quando è necessario si alzano i toni, ma sempre dentro alle righe ben chiare del rispetto delle istituzioni e delle persone.
Ecco perchè i miei sentimenti più forti, quando sento parlare qualcuno nei modi che ho citato in apertura, sono la pena e la preoccupazione. La pena perchè uno che dice queste cose, deve davvero avere dentro una rabbia contro gli altri esseri umani, ma soprattutto una grande insoddisfazione nei confronti di se stesso e questo mi dispiace. Preoccupazione perchè una persona del genere ha avuto anche l’ardire di presentarsi a governare una comunità, che, ovviamente, ha respinto più volte al mittente la proposta. Quindi nessuna delle brutte parole che lui ed altri hanno voluto destinare alla mia persona e al comune in cui sono nato, intaccheranno il mio stile. Quelle frasi mi hanno ferito, è chiaro, e ho delle cicatrici anche grosse nell’anima, ma continueró a rispondere alle volgarità ed alle menzogne solo con bellezza e speranza, quelle cose che, insieme ad un comportamento corretto ed istituzionale, servono a Viareggio.  Lo stile è come il coraggio di manzoniana memoria, se uno non ce l’ha non se lo puó dare”.

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