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Delitto di Rufina, processo sospeso per Lorenzo Innocenti: resta in struttura sanitaria

Rimane sospeso il procedimento giudiziario nei confronti di Lorenzo Innocenti, l’architetto di 38 anni accusato dell’omicidio della compagna Eleonora Guidi e del successivo tentato suicidio avvenuti a Rufina l’8 febbraio 2025. Lo hanno stabilito gli accertamenti medici disposti dal Tribunale, che hanno evidenziato un quadro neurologico incompatibile, al momento, con la partecipazione consapevole al processo.

Secondo quanto riportato da La Nazione, Innocenti sarà trasferito in una struttura sanitaria specializzata, dove inizierà un percorso riabilitativo. I giudici dovranno valutare nei prossimi mesi se le sue condizioni consentiranno un eventuale ritorno davanti al tribunale.

La tragedia si consumò nella mattina dell’8 febbraio 2025 all’interno dell’abitazione della coppia a Rufina. Secondo la ricostruzione degli investigatori, Lorenzo Innocenti avrebbe colpito mortalmente la compagna Eleonora Guidi con numerose coltellate.

Dopo l’aggressione, l’uomo tentò di togliersi la vita lanciandosi da una finestra. Il gesto non ebbe però esito fatale: Innocenti rimase gravemente ferito, riportando un importante trauma cranico che ha avuto conseguenze neurologiche significative.

Le perizie mediche commissionate dal Tribunale hanno accertato la presenza di un grave deficit neurologico. In particolare, gli esperti hanno rilevato disturbi del linguaggio e della memoria, riconducibili al trauma cranico subito dopo il tentativo di suicidio.

I consulenti hanno evidenziato come il 38enne non sia attualmente in grado di comprendere pienamente il significato delle accuse contestate né di partecipare in modo consapevole alla propria difesa. Per questo motivo il procedimento penale resta sospeso fino a nuove valutazioni cliniche.

Nonostante l’incapacità processuale, Innocenti è stato formalmente inserito in una misura di sicurezza. Nell’ambito delle indagini civili, inoltre, sarebbe stato verbalizzato il racconto di un testimone che avrebbe riferito di aver visto l’uomo in passato mentre si trovava in un terreno di sua proprietà.

La decisione ha riacceso il dolore e la rabbia dei familiari di Eleonora Guidi, che continuano a chiedere giustizia per la donna uccisa. In particolare, la sorella Elisabetta ha espresso amarezza per una vicenda che continua a suscitare forte emozione nell’opinione pubblica.

Al centro dell’attenzione resta anche il figlio della coppia, rimasto senza la madre a seguito della tragedia che ha profondamente colpito la comunità di Rufina e l’intera area fiorentina.

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