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Delitto di Halloween, avviso di conclusione di indagini per i due maggiorenni

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VIAREGGIO – ( di Letizia Tassinari ) – Delitto di Halloween, la Procura di Lucca ha chiuso le indagini. L’avviso, a firma del Pubblico Ministero Sara Polino, è stato notificato ai legali dei due maggiorenni – Alessio Fialdini, difeso dall’avvocato Massimo Landi, e Federico Bianchi, difeso dall’avvocatessa Maria Laura Bitonte – finiti sotto inchiesta per la morte di Manuele Iacconi, deceduto dopo un mese di agonia all’ospedale di Livorno dopo essere stato massacrato a colpi di casco in via Coppino in Darsena la notte tra il 31 ottobre e il 1 novembre del 2014. Come procedura impone, e come disposto dall’articolo 415 bis del codice di Procedura Penale, il pm ha disposto la notifica dell’atto alle persone sottoposte alle indagini e ai difensori. Un atto dovuto, contenente la sommaria enunciazione del fatto per il quale si procede, delle norme di legge che si assumono violate, della data e del luogo del fatto, con l’avvertimento che la documentazione relativa alle indagini espletate è depositata presso la segreteria del pubblico ministero e che gli indagati con i loro legali hanno facoltà di prenderne visione ed estrarne copia. Entro il termine di venti giorni, Fialdini e Bianchi potranno  presentare memorie difensive, produrre documenti, depositare documentazione relativa ad investigazioni del difensore, chiedere al pubblico ministero il compimento di ulteriori atti di indagine, nonchè presentarsi per rilasciare dichiarazioni ovvero chiedere di essere sottoposti ad interrogatorio.  Un atto atteso da tempo, quello della chiusura delle indagini da parte della Procura lucchese, che da tempo aspettava i riscontri della Scientifica di Roma sui caschi e i vestiti.

Al faccia a faccia, lo scorso 4 maggio in Tribunale di Lucca, tra l’ex minorenne condannato a Firenze il 5 ottobre dello scorso anno, e i maggiorenni, Alessio Fialdini e Federico Bianchi, furono “inchiodati” dal ragazzino reo confesso. “Il primo a colpire con un pugno Manuele Iacconi è stato Federico Bianchi, poi col casco Alessio Fialdini, io ho colpito dopo”, aveva affermato il ragazzo durante l’incidente probatorio, ribadendo quanto già affermato nel terzo interrogatorio, quello del 14 maggio 2015, quando aveva accusato il maggiorenne, difeso dall’avvocato Massimo Landi, di essere stato Fialdini ad innescare la fase omicidiaria della lite scoppiata in via Coppino in Darsena la notte di Halloween del 2014, assestando lui allo Iacconi il primo colpo alla nuca, che lo avrebbe fatto cadere a terra, per poi passare il casco al minorenne, difeso dagli avvocati Giacomo Ciardella e Valentina Tognocchi, dicendogli, a mò di comando, frasi del tipo “si fa così”, “finiscilo tu”. L’incidente probatorio, chiesto dal Pm Sara Polino, era stato accolto dal Gip Giuseppe Pezzuti. Un “passaggio”, questo, ritenuto dalla Procura di Lucca fondamentale per acquisire ulteriori prove. Il Pubblico Ministero lucchese, che ha seguito le indagini – condotte dal Commissariato di Polizia di Viareggio – sul delitto di Halloween in merito ai due maggiorenni, finalmente, aveva potuto ascoltare il ragazzo, ritenendo basilare questo passaggio, prima di decidere se chiedere il rinvio a giudizio o l’archiviazione, dopo le dichiarazioni rese dal condannato in merito alla posizione di Fialdini e Bianchi. I giudici fiorentini, nel condannare il ragazzino, avevano comunque fatto un’analisi circa la chiamata di correo che il minorenne aveva fatto:“Dalla lettura dei verbali in cui la chiamata di correo in questione è consacrata – si leggeva nella sentenza del Tribunale dei Minorenni –  è del tutto evidente quanto scarsa, per non dire nulla, sia la sua spontaneità”. Risentito anche in sede processuale, il ragazzino condannato aveva manifestato incertezze ed esitazioni su questa questione dell’ipotetico primo colpo ìnferto allo lacconi dal Fialdini, ritornando a negare di averlo visto personalmente e a sostenere che glielo avrebbe raccontato giorni dopo il Fialdini stesso (” Non l’ho visto dare il colpo, ma lo so perché me lo ha detto lui qualche giorno dopo quando ci siamo rivisti… “), ma a maggio, in un’aula a porte chiuse, in Camera di Consiglio, aveva ribadito tutto: “Io ho colpito dopo”.

Il minorenne reo confesso, come noto, è stato condannato a 12 anni sia in primo grado che in appello ( LEGGI ANCHE: Massacro di Halloween: 12 anni al minore reo confesso E Massacrò a colpi di casco Manuele Iacconi: l’Appello conferma la condanna a 12 anni  ), mentre per l’altro minore la data del processo ancora non è stata fissata.

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