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Delitto Viareggio, la 66enne: «Volevo solo fermarlo»

Nel corso dell’udienza davanti alla corte d’assise, Cinzia Dal Pino, l’imprenditrice 66enne di Viareggio accusata dell’omicidio di Noureddine Mezgui, ha dichiarato di non aver avuto alcuna intenzione di uccidere l’uomo che l’aveva appena derubata. «Volevo solo farlo cadere per riprendere la borsa», ha spiegato, aggiungendo di provare un forte senso di colpa: «Mi dispiace non aver chiesto scusa prima, sento di avere una persona sulla coscienza».
La vicenda risale all’8 settembre 2024, quando la donna, alla guida del suo Suv, investì Mezgui, 52enne marocchino, in via Coppino a Viareggio, subito dopo che quest’ultimo le aveva sottratto la borsa dall’auto. Il giorno seguente, la polizia la trovò nella chiesa di Santa Rita, dove – racconta – si era recata a pregare «per me e per lui».
Secondo le ricostruzioni degli inquirenti, il Suv avrebbe colpito l’uomo più di una volta durante la manovra. Tuttavia, il medico legale Stefano Pierotti, ascoltato durante il processo, ha chiarito che la morte sarebbe stata provocata dal primo impatto. L’intera scena era stata immortalata dalle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona.
Il procedimento giudiziario prosegue, mentre le dichiarazioni dell’imputata aprono nuovi elementi di valutazione per la corte, chiamata a stabilire se si sia trattato di un eccesso colposo o di un gesto intenzionale dettato dall’impulso del momento.

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