Delitto a Villa Massoni, il parabrezza di Marco Casonato infranto dalla lama di un decespugliatore

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MASSA CARRARA – Il parabrezza dell’auto di Marco Casonato, arrestato, e finito in cella con la pesante accusa di fratricidio, per aver ucciso il fratello Piero nella villa Massoni, a Massa ( LEGGI ANCHE: E Fratricidio a Villa Massoni: “Amavo mio fratello, è stata .), infranto dalla lama di un decespugliatore.

A pubblicare la foto, su Facebook, ieri, è stato il professor Mario Di Fiorino, primario del reparto di Psichiatria dell’ospedale “Versilia”, che in questi giorni è andato a trovare Casonato in carcere.

Il giorno dell’uccisione del fratello, spiega ancora sul social Di Fiorino, Marco Casonato si era recato in auto sul luogo dei lavori, secondo i compiti che gli aveva assegnato la Procura nominandolo custode, per compiere una ricognizione e fare dei rilievi fotografici. Ha compiuto un primo accesso al mattino,  notando che una ruspa aveva divelto un elemento di marmo, poi sparito, ed erano state fatte escavazioni, che potevano mettere in pericolo la stabilità dei terrazzamenti della Villa. Tornato nel pomeriggio sui luoghi, senza scendere dalla vettura – secondo quanto ha dichiarato quando è stato interrogato – mentre faceva delle fotografie veniva affrontato da un uomo che gli strappava di mano la macchina fotografica. Il professor Casonato veniva colpito con un pugno al volto.  A quel punto si è scatenata un’aggressione molto violenta da parte di persone agli ordini del fratello. Sono stati infranti i vetri della vettura con due piccoli estintori, e Marco Casonato è stato ferito al volto, all’orecchio destro e ad una mano. E’ stato colpito con una griglia dotata di manico, forse utilizzata per il barbecue. Anche il parabrezza è stato infranto dal lancio di una lama del decespugliatore. Questo gesto avrebbe potuto decisamente ucciderlo.  A quel punto il professor Casonato ha cercato di allontanarsi, è stato investito sul davanti da un’altra autovettura. Ha cercato ancora di mettersi in salvo. Nel parapiglia, ad un tratto, il fratello gli si è parato davanti, e  nonostante Marco Casonato abbia cercato di schivarlo, impattava e finiva sul cofano. Non si esclude che anche l’altra vettura possa aver investito il dottor Piero Casonato.
Una ricostruzione, questa, che capovolgerebbe il delitto, senza contare le tante denunce presentate nel tempo da Marco Casonato.
Molti i commenti su Facebook da parte di persone che conoscono da tempo Marco Casonato e che non credono ad un omicidio volontario:  “Non ho mai creduto che Marco potesse fare una cosa del genere volutamente”, “Conosco il professor Casonato come una persona mite, ha evidentemente cercato di sfuggire ad una terribile aggressione”, “Conosco Marco da una vita, tanti incontri di lavoro e di amicizia. Una persona di grande cultura, amante del suo lavoro, capace di assumere posizioni fuori dal coro del conformismo del pensiero dominante. Ma sempre molto educato, riservato, mai mai aggressivo. Non riesco a credere che abbia potuto commettere ciò di cui è accusato. Spero gli sia data la possibilità di difendersi e di una informazione equa”.

1 comment

  1. Paolo Ruggiero 19 Novembre, 2017 at 17:35

    TAM TAM … La macchina sotto sequestro non è la macchina di Marco Casonato ma di … autocensura …
    non solo e stata colpita sul lato frontale ma anche sul lato destro e sinistro da una banda di zingari (sinti)
    al soldo del fratello con mazze di ferro.
    All’interno del veicolo ci sono tracce di sangue di Marco (la vera vittima) colpito ripetutamente (4 contro 1)
    che nel tentativo di fuga (SENZA VOLERE) facendo retromarcia ha investito e ucciso il fratello.
    #marco libero subito

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