Il capogruppo di Sinistra Progetto Comune a Firenze, Dmitrij Palagi, chiede chiarimenti sulla trasformazione dell’immobile comunale di viale Aleardi 49, nato come deposito e stazione di ricarica per autobus elettrici e oggi utilizzato come parcheggio commerciale privato.
Secondo quanto riferito da Palagi dopo un accesso agli atti, il manufatto – di proprietà del Comune di Firenze e in concessione a Firenze Mobilità fino al 2033 – sarebbe stato realizzato con fondi pubblici per supportare la mobilità elettrica, ma attualmente ospiterebbe attività di stoccaggio e noleggio di auto private. L’ultima segnalazione allo Sportello unico, risalente al 2025, lo definirebbe infatti come un'”autorimessa commerciale in area all’aperto” di circa 700 metri quadrati.
Il consigliere sostiene di non aver trovato alcun atto comunale che autorizzi la rimozione del vincolo di utilità pubblica o il cambio di destinazione d’uso dell’immobile. Inoltre evidenzia che i canoni di locazione sarebbero incassati da Firenze Mobilità e destinati al rimborso del debito bancario della società.
Palagi solleva anche dubbi sulla gestione del parcheggio. Secondo quanto emerso dalla documentazione esaminata, nel corso degli anni si sarebbero succedute diverse società con la stessa sede e gli stessi amministratori. La prima avrebbe lasciato insoluti per circa 35 mila euro, mentre il ramo d’azienda relativo alla gestione del parcheggio sarebbe stato successivamente ceduto a un’altra società per 34 mila euro. Il contratto di affitto, firmato nel 2021, risulterebbe registrato soltanto alla fine del 2025.
Per questo il capogruppo di Sinistra Progetto Comune ha annunciato un nuovo accesso agli atti per chiarire quando sia stato eliminato il vincolo di utilità pubblica, se il cambio di destinazione sia conforme alla normativa urbanistica, se il Comune abbia autorizzato locazioni e cessioni dell’immobile, quali controlli siano stati effettuati sulle attività svolte e quale sia la destinazione dei canoni percepiti.
Palagi conclude sottolineando che, a suo avviso, nessuna di queste decisioni sarebbe mai passata all’esame del Consiglio comunale.



