Detenuto trovato morto nel carcere di Prato, aperta inchiesta

La procura di Prato ha aperto un fascicolo ipotizzando il reato di cui all’articolo 286, “morte come conseguenza di un altro reato”, per il decesso di Rodriguez Matute, 26 anni, originario dell’Honduras, trovato privo di vita nella cella dove era recluso nel carcere della Dogaia a Prato. È quanto si apprende in merito alle indagini. La procura ha disposto l’autopsia, che dovrà chiarire le cause esatte della morte del 26enne. Da capire, tra l’altro, se il giovane potesse avere assunto sostanze nella serata di ieri.

Il 26enne oggi avrebbe dovuto essere ascoltato dalla procura di Prato dopo aver denunciato presunte violenze subite da parte di alcuni poliziotti nel corso del suo arresto. Il cadavere è stato trovato stamani dai suoi compagni di cella.

La vicenda è ora al centro delle indagini della magistratura, chiamata ad accertare le cause del decesso e a ricostruire quanto accaduto nelle ore precedenti alla morte del giovane detenuto. L’esito dell’autopsia sarà determinante per chiarire eventuali responsabilità e verificare ogni elemento utile all’inchiesta.

Tante le reazioni. Per Christian Di Sanzo e Marco Furfaro, deputati del Pd, “lo Stato aveva il dovere di tutelare la salute” del 26enne “e quindi la vita”. “Meloni e i suoi ministri – affermano – si riempiono la bocca di parole come sicurezza e legalità, salvo poi dimenticarsi anche chi sta dentro un carcere. Non hanno mosso un dito sull’edilizia penitenziaria fatiscente, non hanno investito in percorsi reali di reinserimento. Le carceri italiane sono diventate luoghi dove si muore di abbandono”.

Il vicesindaco di Prato Diego Blasi ribadisce “l’allarme per le troppe tragedie che accadono ogni anno all’interno della casa circondariale pratese, una struttura al collasso che non riesce a garantire né la tutela di chi è in custodia né la dignità di chi ci lavora, come denunciato a più riprese dai sindacati di polizia penitenziaria”.

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