Ultime News

Dissesto: “C’è una parte della città che non si rassegna, e che resiste e lotta”

0

VIAREGGIO – “Innegabilmente, la nostra città vive un periodo di profonda crisi economica e non solo, a maggior ragione in una situazione di dissesto, e a farne le spese sono soprattutto le famiglie più bisognose, i giovani e gli anziani e a risentirne per primi sono i settori strategici e fondamentali come la cultura, il sociale e lo sport. Settori dove la logica del profitto deve lasciare spazio ad altre logiche, con fini sociali e culturali”. La riflessione è dell’avvocato Filippo Antonini, di Repubblica Viareggina: “A me piace, in questa difficile situazione, evidenziare quella parte della città che non si rassegna, che lotta e che resiste. Numerosi sono gli esempi in questi mesi di chi si è rimboccato le maniche e penso ai “bagnini della Lecciona” e a quei volontari che hanno organizzato quest’estate gratuitamente il servizio di sorveglianza sulla marina o a quelle famiglie italiane o straniere (poco mi importa!) che hanno occupato immobili del comune in totale abbandono, ristrutturandoli e strappandoli all’incuria e al degrado. Lo sport è uno di quei settori a risentire maggiormente del dissesto; è sotto l’occhio di tutti le condizioni dei nostri impianti ma anche lì la viareggio sportiva resiste, con passione e caparbietà. Numerosi sono gli episodi esemplari in città, come la schermitrice Margherita Zalaffi che dalle pedane olimpiche è passata ad allenare i bimbetti sulle passerelle della spiaggia o i genitori del CGC Viareggio che, con in testa il Presidente Palagi e la squadra di hockey, puliscono i bagni del palazzetto e fanno sorveglianza… oppure quei giovani atleti che in pineta di ponente, a loro spese, hanno riaggiustato l’attrezzistica del percorso vita o il Viareggio Calcio che ha vinto un campionato senza passare dai play off e che grazie alla passione di alcuni volontari (vedasi gli avvocati Nicoletti, Tacchi e Baroni) hanno riaggiustato le tribune scoperte, rifatto il manto erboso e le mogli lavano magliette e calzini dei giocatori in vista degli impegni domenicali della squadra.
Nessuno vuole elogiare il dissesto e la crisi economica ma elogiare chi resiste quello sì, ed anche queste difficoltà se sfruttate possono essere un’occasione per ricreare un’identità, un senso di appartenenza e di solidarietà ed uscirne più forti; insegnando ai nostri figli che si è atleti non solo con le braccia e le gambe ma ancor di più con la testa ed il cuore. Su una cosa -però- non si potrà transigere, che quest’amministrazione comunale svenda i nostri beni comuni o si lavi la coscienza attraverso una gestione privata o privatistica degli impianti sportivi (palazzetto, stadio, Vasco Zappelli, piscina, Ferracci…) con tutto quello che ne comporta, quale aumento dei prezzi e selezione dei bimbi e delle società sportive in base alle possibilità economiche.
Tutti parlano di legalità ma la legalità parte da qui, da questi esempi, dallo sport, dal sociale e dalla partecipazione!

No comments