“Divertirsi vuol dire non aver paura”: Amanda Sandrelli a Lucca Classica insieme a Marco Brinzi

LUCCA – (di Bianca Leonardi) È in occasione di Lucca Classica Music Festival che vedremo protagonisti a Lucca Marco Brinzi e Amanda Sandrelli in scena a Palazzo Ducale sabato 4 Maggio alle 12.
I due attori, Brinzi di origini lucchesi ma ormai famoso in tutto il panorama teatrale italiano e non solo e Sandrelli che non ha bisogno di presentazioni, interpreteranno Elisa Bonaparte Baciocchi e Lucien, un fratello e una sorella legati da un rapporto imprescindibile.

La scelta di parlare dell’unica principessa lucchese è proprio di Marco Brinzi, che è autore dei testi, e che con questa esperienza ha voluto raccontare un periodo storico intenso e “alto” culturalmente della città di Lucca.

Quando Simone Soldati (Direttore Artistico dell’Associazione Musicale Lucchese) mi ha chiesto di partecipare attivamente al Festival sono stato subito molto entusiasta e orgoglioso essendo di origini lucchesi – racconta l’attore – inoltre mi ha lasciato carta bianca sul tema da proporre e alla fine, dopo un grande lavoro, ne è uscito, grazie al materiale e a alle lettere di Elisa Bonaparte consigliatemi da Roberta Martinelli, preparatissima e entusiasta direttrice del Museo Nazionale delle Residenze Napoleoniche, una lettura ironica e intima che mette in luce un aspetto famigliare spesso conosciuto di Elisa Bonaparte, una principessa che molto diede a Lucca tramite la sua corte”.

Marco Brinzi aveva già partecipato nella precedente edizione del Festival, manifestazione organizzata dall’Associazione Musicale Lucchese e dal Teatro del Giglio e che pone la musica come testimone dell’avventura umana che porta in sé il potere di generare una sintesi, un oltre, una nuova prospettiva, una tensione ideale alla quale dare gesto.

Penso che sia un festival di rara qualità portando a Lucca eccellenze della musica classica e non solo,  Lucca Classica in pochi anni ha creato qualcosa di straordinario, secondo me, coinvolgendo il pubblico su più livelli e allentando l’idea che la Musica Classica sia solo per un élite di appassionati” continua infatti Brinzi.

Lo spettacolo tratterà la messa in scena, attraverso delle letture, del rapporto tra Elisa Bonaparte e il fratello Luciano, uomo di lettere, fine pensatore e appassionato archeologo. Questa relazione epistolare sconosciuta a tanti crea un percorso ideale attraverso il quale scoprire un periodo intenso e fertile per le arti e la cultura nella Lucca napoleonica. Accanto ai due attori un trio musicale giovane e molto preparato sul repertorio francese, i “Synchordia” con Alessandra Aitini al flauto, Lorenzo Lombardo alla viola e Federica Mancini all’arpa.

Ad affiancare l’artista lucchese, nella Sala Ademollo di Palazzo Ducale, ci sarà l’attrice e figlia d’arte Amanda Sandrelli, ormai sulle scene da anni insieme al suo sorriso contagioso, lo stesso che ricordiamo ai tempi del suo debutto accanto a Roberto Benigni e Massimo Troisi.

È la prima volta che collaboro con Amanda ed è stata una bellissima intesa sin dall’inizio grazie anche al suo entusiasmo per l’idea. Mi ha colpito sin da subito l’attenzione e le domande che mi faceva su intreccio tra testo (da me scritto) e la musica, del senso del ritmo e del racconto…ha un profondo senso musicale e di gusto dovuto anche alla figura paterna credo, un maestro e cantautore unico come Gino Paoli che proprio a maggio festeggia 60 anni di carriera se non erro” – conclude Brinzi, che dopo questo evento volerà a San Pietroburgo con il Piccolo Teatro con lo spettacolo “La tragedia del Vendicatore” di Thomas Middleton.

Attrice di successo, madre meravigliosa e donna coraggiosa: Amanda Sandrelli si presenta così, con la forza di una leonessa e la sensibilità di una bambina.
Innumerevoli i successi dell’attrice con una carriera alle spalle da far invidia a chiunque ma che, a quanto pare, non l’ha cambiata nel profondo. Si evince infatti nelle sue parole quella purezza tipica di una persona che sa rimanere fedele a se stessa, che il successo e la fama sono solo conseguenze di un percorso di vita e non ragione di questa.

Abbiamo parlato con lei che ci ha raccontato quanto sia entusiasta di dare voce ad Elisa Bonaparte Baciocchi e ci ha permesso anche di conoscerla meglio e di approfondire alcuni aspetti di un carattere dolce come i suoi occhi.

Quando e come hai capito che la recitazione era la tua strada?
In teatro, dopo 10 anni che facevo cinema e tv pensando che fosse solo un periodo!
Sempre in teatro, dopo un paio di spettacoli, ho capito che non potevo fare a meno del palcoscenico!

Quali sono i segreti del successo?
Credo che le scelte siano molto importanti , anche le rinunce a volte. Sicuramente inseguire solo il successo non funziona, non a lungo almeno. Poi ovviamente il talento e la fortuna sono importanti. A me non è mai interessato il successo, ho sempre sperato di averne quanto basta per poter fare cose belle e avere proposte interessanti. Il mio obiettivo è sempre stato quello di essere parte di spettacoli belli e poter fare il mio lavoro al meglio il più a lungo possibile.

Da dove nasce questo progetto che vede protagonista la città di Lucca?
Il progetto è merito di Marco Brinzi, è lui che me l’ha proposto ed è lui che l’ha adattato , molto bene a mio parere!

Dalla figura di Elisa Bonaparte, andando a scavare nella sua storia, emerge una donna insicura che è sovrastata dagli altri membri della famiglia che vivono nel lusso e nella ricchezza. Come sei riuscita a dare voce anche a questa parte della protagonista che va oltre forse all’apparenza?
Quello che si legge in questo carteggio con il fratello è il desiderio di armonia , non sembra una donna affascinata dal potere quindi non credo si sentisse sovrastata , forse cercava di ritagliarsi una vita serena nonostante la famiglia ingombrante.

Nonostante questa sua debolezza, Elisa Bonaparte dimostra, soprattutto a Lucca, una forte intraprendenza sbalordendo tutti con la sua sicurezza e rapidità decisionale. Ti rivedi per caso in questo carattere complesso della protagonista?
Ecco, a proposito di quanto appena detto, penso che fosse una donna forte e femminile al tempo stesso e in questo si, un po’ mi somiglia. Anch’io tendo a evitare gli scontri e cerco strade laterali magari più lente ma meno aggressive, se però c’è un’emergenza divento una macchina da guerra!

C’è qualche lato che ti affascina di Elisa Bonaparte o al contrario qualcosa troppo lontano dalle tue corde e per cui hai fatto più fatica a interpretare?
Sai, in una lettura l’aderenza al personaggio è molto relativa, racconti una storia , non è come un personaggio che porti in scena per mesi e che dopo un po’ si sovrappone e si confonde con te. Quindi no, non c’è nulla di faticoso .

Elisa Bonaparte aveva con il fratello Lucien un rapporto molto stretto, sei riuscita a creare una forte sintonia con l’attore lucchese Marco Brinzi? Ci avevi mai lavorato prima?
Ho conosciuto marco in questa occasione, è bravo, giovane e bello… la sintonia è stata immediata! Credo che ci divertiremo e lavorare coi musicisti per me è meraviglioso.

Sei legata alla città di Lucca? In che modo?
E’stato proprio il festival Lucca Classica a portarmi a Lucca 3 anni fa. La conoscevo come meravigliosa città d’arte ma non venivo da tempo. Mio figlio studia musica a Siena e il primo anno con lui al Festival è stato bellissimo.
Credo che Simone Soldati abbia avuto un’idea splendida, ha avvicinato tanta gente giovane alla musica classica, non c’è nulla di formale al Festival, solo musicisti straordinari e pubblico che ama davvero la musica.
L’anno scorso sono tornata con Rocco solo da spettatrice e quest’anno …Elisa!

Progetti futuri? Tornerai a Lucca?
Certo, non me ne perdo uno! Il prossimo anno forse con un progetto su Puccini che sto costruendo, insieme a mio figlio musicista.

Hai mai avuto momenti in cui hai pensato di “mollare”?
Si , quando avevo i bimbi piccoli , perché è enorme lo sforzo che ogni donna deve fare per conciliare lavoro e figli e questo dipende da una mancanza della politica in Italia. Ho amiche che vivono in altri paesi e non è così altrove, non passano le giornate a fare l’autista ai figli e nessuno pensa che se lavori e viaggi non puoi pretendere anche di essere madre e comunque non sarai sicuramente una buona madre . E’ un argomento che mi fa arrabbiare molto perché credo che la realizzazione di una donna non sia solo la maternità, per quanto meravigliosa.
Se non ho mollato è perché faccio un lavoro che amo tanto , non so se sarei stata una madre migliore se lo avessi fatto , so che avrei passato più tempo con loro e avrei faticato molto meno . Ma da quando 6 anni fa è finito il mio matrimonio sono certa che sarei stata una pessima madre, il mio lavoro mi ha permesso di riprendere fiducia in me stessa, mi ha dato la forza e l’indipendenza per poter costruire una nuova famiglia, io e loro. Credo di non essermela cavata così male ..bisognerebbe chiederlo a loro però!

Cosa consiglieresti a un giovane che sogna di intraprendere la tua stessa carriera nella società di oggi?
Consiglierei di non cercare il successo a tutti i costi, di non scegliere le strade più corte, di rispettare e amare il lavoro in se, la fortuna di poter essere in rapporto profondo con gli altri, questo è stare in palcoscenico.
Di studiare, leggere, viaggiare e cercare di conoscere se stessi e non raccontarsi bugie. Di essere sinceri , umili, coraggiosi e generosi . Soprattutto di divertirsi , quello che mi dico prima di entrare in scena, ogni sera, anche se faccio una cosa drammatica. Divertirsi vuol dire non aver paura, lasciarsi andare. E’ bellissimo.

L’insegnamento di una madre con le parole della tua migliore amica, così si presenta Amanda Sandrelli; forte e fragile, sicura e vera, portatrice di idee autentiche e sincere.

L’appuntamento è quindi sabato 4 Maggio alle 12 nella Sala Adomello di Palazzo Ducale con Amanda Sandrelli e Marco Brinzi e l’estremamente forte e vivo rapporto che lega Elisa e Lucien.

Una grande occasione di incontro; con noi stessi, con l’altro, con lo spazio e il tempo.
Lucca Classica propone sempre con i suoi eventi esperienze all’insegna della condivisione e dell’interazione guardando al concetto di “musica classica” in modo dinamico e in sintonia con i nostri tempi anche per rendere sensibile la ricchezza di opere sempre contemporanee.

Lucca è uno scrigno dove lo sguardo al passato non è un esercizio di stile ma la ricerca di segnali e valori necessari e utili al presente.