Divorzio e assegno di mantenimento. Cambia tutto.

Approderanno in tempi brevi nell’Aula di Montecitorio le nuove regole sull’assegno divorzile.

Tra le novità più importanti: l’introduzione dell’assegno a tempo. Stop ad ogni obbligo di «corresponsione nel caso di unione civile, nuove nozze o convivenza stabile» dell’ex coniuge. E l’obbligo a collaborare per fornire la documentazione completa della situazione reddituale e patrimoniale, con la possibilità di prevedere per chi si oppone, ai fini del «calcolo dell’assegno veritiero», una sanzione pecuniaria.

La proposta – si legge nel testo – «vuole fissare precise linee normative rispondenti all’esigenza di evitare, da un lato, che lo scioglimento del matrimonio sia causa di indebito arricchimento e, dall’altro, che sia causa di degrado esistenziale del coniuge economicamente debole». L’obiettivo principale è che «la corresponsione dell’aiuto economico» non dia luogo «a risultati iniqui».

Il punto di partenza è il superamento del criterio del solo tenore di vita. Il tribunale dovrà valutare tra l’altro «le condizioni personali ed economiche in cui i coniugi vengono a trovarsi» a seguito della fine del matrimonio; il patrimonio e il reddito di entrambi; il contributo personale ed economico dato da ciascuno «alla conduzione familiare»; l’impegno di cura «di figli comuni minori, disabili o comunque non economicamente indipendenti», il comportamento complessivamente tenuto «da ciascuno in ordine al venir meno della comunione spirituale e materiale».

Una delle ipotesi è quella di un contributo una tantum («una somma capitale» secondo quanto previsto dall’articolo 270 del codice civile francese), ma la strada che sta ottenendo consensi bipartisan è quella di una «limitazione temporale» dell’assegno quando «una corresponsione a tempo indeterminato risulti ingiustificata». «Nel momento in cui l’ex coniuge ha la possibilità di avere un’altra entrata, come per esempio, la pensione o un lavoro, non si comprende perché debba continuare ad avere l’assegno», la tesi della deputata democratica è condivisa da M5S e Lega.