Don Di Sorco: “Chiesa allo sbando”, l’appello a Papa Leone XIV

“Santità, guardi in che situazione si trova la chiesa oggi. I seminari sono vuoti, i cattolici praticano sempre meno. Sempre più persone abbandonano la fede. È una situazione allo sbando. E questi sono i frutti di 60 anni di Concilio Vaticano II.

Nelle realtà come la nostra i fedeli aumentano, l’atteggiamento è positivo. I fatti parlano da soli”. È l’appello che Don Daniele Di Sorco, livornese di origine, della Fraternità San Pio X, ora ad Albano Laziale (Roma) fa a Papa Leone XIV.

Il tema è lo scisma di Marcel Lefebvre che si ripete 38 anni dopo: la Fraternità Sacerdotale San Pio X lo scorso 2 febbraio ha annunciato la consacrazione di nuovi vescovi il 1 luglio. Una divisione vera e propria tanto che Papa Leone XIV ha detto che “la divisione tra i cristiani  è sempre un punto doloroso, però loro rifiutano di accettare certi elementi fondamentali della Chiesa, cominciando con diversi punti del Concilio Vaticano II. Se fanno quella scelta, mi dispiace, però noi dobbiamo andare avanti”.

Don Di Sorco, anche voi andate avanti.

“Sì e io faccio quell’appello al Papa. Santità, continuo a ripetere, si guardi intorno. Un cattolico deve guardare alla realtà, altrimenti si rimane confinati nell’ideologia”.

Ma lei ha avuto un dialogo col Santo Padre?

“Io no. In generale negli ultimi 7 anni la Fraternità ha chiesto più di una volta di essere ricevuta. Solo che non abbiamo mai ricevuto risposta. Dopo il 2 febbraio il Vaticano ci ha contattati proponendo dei colloqui. Ma dietro una condizione”.

Quale?

“Annullare tutto ciò che avevamo annunciato. Loro non accettano queste dottrine”.

E voi?

“Siamo andati avanti. Ma noi rifiutiamo il concetto di scisma, che è un concetto preciso della dottrina cattolica”.

E allora qual è la definizione giusta?

“Non è una questione di definizione. Io sono convinto che quando Dio vorrà la Chiesa tornerà a professare la vera dottrina. Poi noi continueremo il dialogo con Roma, noi siamo dalla parte della Chiesa cattolica”.

Ma il dialogo deve essere reciproco.

“Il dialogo deve servire in primo luogo per trovare la verità”.

Ma per lei la Chiesa attuale è inclusiva?

“Lo è solo quando le idee sono le stesse. Altrimenti manca il dialogo e ci sono sanzioni”.

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