Don Euro da ieri non è più don, Francesco Mangiacapra: “Grazie ai giornalisti, senza loro non sarebbe nato il caso mediatico”

MASSA CARRARA – “Quando ho lasciato gli studi Mediaset, dove mi trovavo per l’intervista esclusiva a Pomeriggio 5 relativa al mio dossier ( sui preti gay, ndr ), ho appreso da un’amica giornalista che il signor Luca Morini è stato finalmente ridotto allo stato laicale”. Lo afferma in una nota inviata alla stampa Francesco Mangiacapra, l’avvocato escort di Napoli che con la sua denuncia ha dato il via sia all’indagine della Procura di Massa su “don Euro”, la cui udienza davanti al gup per decidere del suo rinvio a giudizio è fissata il prossimo 8 marzo, sia all’indagine ecclesiastica che proprio ieri è culminata della decisione della Congregazione del Clero di ridurlo allo stato laicale ( come scritto da TGregione, leggi qui: Spretato: don Euro non è più sacerdote, lo ha deciso la Congregazione per il Clero  ): “Nell’apprendere la notizia mi sono commosso. In questi tre anni in cui mi sono speso per ottenere questo risultato, ho sempre immaginato che questo traguardo, che a volte appariva irraggiungibile, mi avrebbe appagato e reso sereno. Oggi non riesco a gioire perché mi rendo conto che questo provvedimento, tardivo, non cancella il dolore e la frustrazione che questo ex sacerdote ha provocato negli anni ai tanti fedeli, alle tante persone che avevano riposto in lui fiducia, speranze e denaro, a una intera comunità che per colpa di un prete incoerente ha visto vacillare la propria fede nei confronti di un’intera istituzione. Il vescovo Santucci risolve così la questione etica, senza fare un mea culpa, senza spiegare perché nessuno in oltre vent’anni si sia mai accorto di tutto ciò che poi il sottoscritto ha scoperchiato. I giudici della Procura faranno adesso il loro lavoro per quello che riguarda la vicenda giudizale, dove anche il vescovo è coinvolto. Io mi chiedo, ora che Morini ha perso i benefit offerti dalla Chiesa Cattolica, chi pagherà il suo avvocato, cosa sarà del suo tesoretto di quasi un milione di euro (che formalmente appartiene a lui), e cosa sarà della villetta in cui vive insieme alla sua domestica.  Solo quando risolverò questi dubbi potrò iniziare a pensare che un minimo di giustizia sia stata ripristinata. Non mi interessa per ora vantarmi del merito del primato, perché non sarà questo a far chiudere le cicatrici delle tante vittime di questa strage etica. Ma se proprio devo prendermi il merito di aver contribuito a chiudere un cerchio, questo merito voglio condividerlo con tutti i giornalisti che in questi anni hanno detto e scritto di don Euro, senza i quali non sarebbe nato il caso mediatico che ha innescato l’accensione dei riflettori della Procura. E voglio condividerlo anche con quei fedeli che hanno trovato di aggiungere la propria voce al coro che è partito dopo il mio assolo. Ancora desidero condividerlo con quei sacerdoti che, senza remore, si sono schierati sin da subito contro il proprio indegno collega.  Non basta strappare un colletto bianco per cancellare il dolore delle persone ma questo è un passaggio importante per arrivare al vero risultato auspicabile: una condanna penale esemplare. Addio don Euro, benvenuto signor Morini. Spero tu possa comprendere il valore del lavoro, del sacrificio e del denaro. Non è troppo tardi”.

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