Donatella Gabrielli, finissage a Seravezza

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SERAVEZZA – ( di Valentina Mozzoni ) – Si è svolta ieri, nel tardo pomeriggio, a Seravezza, presso lo Wine bar “dall’Elfo”, la presentazione dell’esposizione personale di Donatella Gabrielli. L’evento di approfondimento culturale è nato in seno al contesto dell’iniziativa “Paint! Visual Art”, di cui Daniele Celeri è direttore esecutivo, e ha concluso la mostra aperta il 25 agosto scorso. L’organizzazione, sostenuta dal Comune di Seravezza e dalla Fondazione Terre Medicee, è patrocinata dal Museo Ugo Guidi, dal Museo Il Gilardi, dall’Archivio Associazione Culturale Grazia Leoncini e dal Ponte degli artisti trovando la collaborazione dell’Associazione Culturale Lazzaro, dell’Associazione Culturale Artemisia e dell’Associazione Amici del Museo Ugo Guidi. La curatela è stata affidata a Piero Garibaldi che si occupa di progettazione e comunicazione artistica, il quale, fin da subito, ha apprezzato la concretezza dell’artista non solo dal punto di vista creativo ma anche da quello organizzativo, ed è stato letteralmente coinvolto dal suo modo di porsi: “Donatella non ha mai voluto rimanere chiusa nel proprio recinto di conoscenze e si è subito mostrata disposta a confrontarsi con realtà espositive, critici e storici dell’arte”.

Donatella Gabrielli ha compiuto i suoi studi presso l’Accademia di Belle Arti di Carrara ed è attualmente Presidente dell’Associazione Culturale “Artemisia”, costituita nel novembre 2014, la quale interpreta l’arte come un linguaggio del proprio mondo interiore ed ha come finalità quella di promuovere non solo l’espressione artistica di tutti coloro che si avvicinano a questo linguaggio ma anche momenti di arte partecipata. Nel corso della conviviale, l’artista, originaria di Sarzana, ha ben argomentato il proprio dato creativo. L’attenzione della pittrice si focalizza, fin da bambina, sui giochi d’ombra. “L’ombra è qualcosa che esiste ma che allo stesso tempo sfugge alle leggi che regolano il mondo fenomenologico, è effimera, instabile, sottomessa costantemente ai cambiamenti della luce, non è reale, perciò, da sempre, l’uomo la tiene legata all’inconscio, al mistero”

Al finissage è intervenuta anche Rachele Badiale, storica dell’arte: “Donatella Gabrielli inizia dall’arte figurativa dipingendo soggetti dove l’ombra è già ben presente. Tutto comincia dal ritrovamento di un vecchio baule nel quale erano contenuti i ricordi della sua infanzia, soprattutto alcune foto che lei prova a riprodurre. Dalla mimesi, con il trascorrere del tempo, l’ombra verrà ad occupare sempre più spazio nelle sue rappresentazioni, fino ad impegnare tutta la tela. In seguito, le ombre, inizieranno a subire una metamorfosi, attraverso la tecnica della diluizione, e avranno sempre meno attinenza con l’oggetto da cui sono tratte, fino a distaccarsene completamente”. In questo percorso, l’artista è stata affiancata dai docenti dell’Accademia delle Belle Arti di Carrara, Professor Galliani e Professor Coltri, che l’hanno spronata ad intraprendere un viaggio introspettivo al fine di approfondire e ricercare la forma espressiva più adatta alle sue inclinazioni, in grado di esternare il tumulto dell’artista in virtù del fatto che, quando si crea, non si è mai soli e l’arte è, per sua stessa natura, atto di condivisione. L’artista si definisce un’accanita “ricercatrice di ombre” che si muovono nell’ambiente circostante e che rappresentano la sua maggior fonte di ispirazione. Ci racconta che, un giorno, camminando per strada, vide un foglio di giornale sgualcito e accartocciato, dalla cattura dell’ombra di quell’oggetto, per molti apparentemente insignificante, nacque una delle sue opere più belle: L’Angelo! Parte della ricerca introspettiva è stata anche la scelta del colore della sua pittura monocroma: il blu. “Era il colore che, più di tutti, rappresentava la mia idea di libertà e sacralità”, conclude la pittrice.

Interviene infine, alla conviviale, l’Assessore alla Valorizzazione e Promozione del territorio, Giacomo Genovesi, che si ritiene pienamente soddisfatto della stagione artistica che ha vivacizzato l’estate seravezzina con la Mostra di Plinio Nomellini a Palazzo Mediceo e l’esposizione a cielo aperto di Emanuele Giannelli, promosse entrambe dalla Fondazione Terre Medicee e dal Comune di Seravezza, ma non manca di  rivolgere un plauso anche alle iniziative che, pur se appoggiate dall’Amministrazione Comunale, hanno avuto impulso da soggetti diversi, come nel caso di Paint! Visual Art e Cibart.

Tutte questi eventi diffusi sul territorio contribuiscono, insieme, a fare di Seravezza la Montmartre della Versilia e continueremo ad impegnarci- chiosa l’Assessore – affinché questo appellativo sia sempre più che meritato.

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