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Dopo il successo del debutto pratese, nuova data per ‘Il Barbiere di Siviglia’ di Sandro Querci

Il Conte di Almaviva, immaginato in tutto il suo istrionico splendore da Baumarchais, torna a nuova vita, bypassando le più recenti memorie rossiniane, e prendendosi una rivincita su chi nemmeno lo ricorda, adombrato negli spartiti e nelle note di petto dal più ben noto barbiere sivigliano.

Scommessa vinta, quella di Sandro Querci, attore, regista, autore toscano, che dal 2000 sogna di musicare e riportare sulle scene tutta la trilogia del Conte, Il barbiere di Siviglia, Le nozze di Figaro, La madre colpevole, in un’unica rappresentazione, e lo fa in barba ai puristi, unendo in una commedia musicale fresca e nuova, una prosa di alta classe a brani spagnoli, tradotti e non, ed italiani di anni recenti. Perché se è vero che la passione ed i classici sono eterni, la messa in scena atemporale, tutta in verticale, giocata e manovrata dagli attori, rende merito alle parole così ben cesellate ed evocative.

Trama rocambolesca, déguisement boccacceschi, serenate cyraniane, qualche salto a Broadway ed un tocco di Proietti, per un ottimo gruppo di attori, guitti, nel migliore senso del termine, che hanno debuttato al Politeama Pratese il 15 e 16 dicembre scorsi. Un gruppo che ricorda davvero le compagnie di giro di una volta, quando i personaggi si attaccavano addosso agli interpreti, si caratterizzano, diventano sangue, passione, corpi, voce.

Sandro Querci, capocomico e istrionico Conte, si ritaglia la parte più ambita, interpretata con garbo, fisicità, grande vocalità e cura dei particolari e trasmette ai suoi compagni quella disciplina che diventa alchimia, fusione e complicità, per regalare due ore di teatro vecchio stile, forse più Opera Buffa, che commedia musicale, se non fosse proprio per i testi ben scritti e ben recitati: dalle scene di gruppo, al monologo finale, mai un calo di energia, per un gioiellino adatto anche a teatri di prosa, spazi off e rassegne d’arte.

Gli attori dimostrano tutti una grande padronanza del corpo, una caratterizzazione da commedia dell’arte con però un’intensità che non è mai maschera, ma è introiezione e resa totale. Ottime voci pop ed arrangiamenti che regalano nuove pennellate a brani noti, che mai avremmo pensato in queste vesti. Il pubblico segue, ride, applaude, si immedesima e si commuove.

Uno spettacolo nuovo, originale, che potrebbe segnare una svolta nel panorama del teatro musicale in Italia.

Prossima data, il 31 Dicembre 2018 al TEATRO COMUNALE CORSINI Barberino di Mugello, per un Capodanno davvero spumeggiante.