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Dori: «Non condivido il piano di Murzi, serve un cambio di passo»

Il suo intervento video sui social in difesa di Stefano Nesti e contro il sindaco di Forte dei Marmi è diventato in poco tempo virale. Parliamo Paola Dori, di origine fortemarmina, avvocata e per lungo abitante in città dove stava per candidarsi a sostegno di Bruno Murzi nel 2017 prima di ritirarsi il giorno prima della consegna delle liste per motivi personali – e per il quale si era comunque spesa durante la campagna elettorale del primo e secondo mandato del primo cittadino – che si è scagliata contro le decisioni del sindaco toccando anche la tematica della limitazione delle feste con musica dal vivo durante la stagione, passate da 40 a 8, che avevano sollevato un vespaio.

“L’economia è cambiata, si è trasformata, proporre il vecchio modello è insostenibile – osserva Dori – secondo me un’amministrazione comunale invece di fare, per esempio, questo consiglio comunale aperto perché è stata stravolta l’identità fortemarmina doveva trovare un punto di incontro con questa nuova realtà imprenditoriale. Nesti è andato avanti perché probabilmente si sente più libero da condizionamenti ambientali, personali, di conoscenze o di equilibri, ma con questa nuova realtà devi avere un confronto pubblico, trasparente, e trovare quello che deve fare la politica: un punto di incontro. È fondamentale trovare una linea comune dove magari ognuno rinuncia ad alcune cose. Ma andare al sì o no, è sbagliato”.

Il problema del non punto di incontro, secondo Dori, sarebbe dettato dalla non conoscenza. “I cittadini cosa conoscono di questa comunità? Solo le feste? Solo i fuochi d’artificio che ‘danno fastidio’? – chiede Dori – ma la realtà imprenditoriale, la ricaduta sul territorio, occupazionale, i costi, i benefici, li conoscono? Ma insomma questi non è che sono venuti con con la banda nera sull’occhio. Sono soggetti imprenditoriali con i quali da sempre una società avanzata deve dialogare. Deve, non è che può, deve. Poi se c’è un arroccamento reciproco magari non si troverà una linea comune, ma provateci. Loro dicono ‘l’abbiamo fatto con l’Unione proprietari bagni’. Chi dell’Unione proprietari bagni?”

Dori poi prosegue tirando fuori una problematica molto importante per una città di mare e turistica come Forte dei Marmi. “Ma se è così importante il turismo, le spiagge, le feste… Perché Forte dei Marmi non ha ancora un piano urbanistico degli Arenili? – domanda Dori – La contestazione che fanno ai nuovi è di non rispettare le regole, l’identità, la tradizione… Perché è un continuo ‘hanno messo questo, hanno messo quest’altro e non si può’. Sì, ma queste regole dove sono scritte? In un regolamento degli arenili che è di 14 pagine. Perché non avete fatto un piano urbanistico degli arenili?”

Il piano avrebbe comportato sicuramente specifiche tecniche. “In quel regolamento potevate inserire tutta la disciplina dei servizi accessori alla balneazione – commenta Dori – come cene, feste, ristorazione, eventi, commercializzazione dei brand, pubblicità, tutto quello che mette in difficoltà perché la comunità è tradizionalista. E allora fate un piano urbanistico degli arenili… ma non l’hanno ancora fatto. Quindi quali regole devono rispettare? Cioè io imprenditore vengo, investo milioni di euro e poi mi dicono ‘Eh, ma le regole..’ E quali sono? Le 14 pagine del regolamento? Quindi una località turistica internazionale come Forte ha un piano urbanistico degli arenili del genere? Ma stiamo scherzando?”.


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