Draghi attacca Vannacci: “Faccia l’eurodeputato”

Draghi: “Vannacci non è più un generale, faccia l’eurodeputato. Il mio futuro? E’ l’ultimo mandato da consigliere”

Dice che “Roberto Vannacci non è più un generale, ma un eurodeputato” e che in vista della manifestazione di Futuro Nazionale il 19 giugno a Firenze Vannacci “avrebbe dovuto chiamare il prefetto e chiarire qual è il problema”, se il vicino “Cpa” oppure il fatto che quella zona di Firenze deve avere “più sicurezza”. Parla degli equilibri in FdI, annuncia di non volersi candidare per un altro mandato in Consiglio comunale. Mentre per le politiche 2027 chissà. Ecco a voi Alessandro Draghi, consigliere FdI e vicepresidente del Consiglio comunale.

Partiamo dal generale Vannacci.

“Io penso che un generale debba dare gli ordini d’assalto o certe volte debba trattar quando si trattano gli armistizi. Ecco lì ci sono i generali. Ma lui non è più generale, è un eurodeputato”.

E lo ha capito?

“Ah non lo so. Poi non capisco se è al governo o contro il governo. In vista del 19 avrei chiamato il prefetto, cercando di esporre quali sono i problemi”.

Il problema è il Cpa di Firenze Sud?

“Se il problema è quello allora Vannacci chiami il prefetto e acceleri l’iter di sgombero. Se invece il problema è la sicurezza a Firenze esistono le zone rosse, sono un provvedimento eccelente”.

Ma Gavinana, area dove ci sarà la manifestazione del 19 giugno di Futuro Nazionale, non fa parte delle zone rosse.

“Appunto. Anche qui Vannacci può chiamare il prefetto e chiedere di inserire le zone rosse”.

Forse non ha il numero.

“Eh”.

Comunque lei non è che si è attirato tanti complimenti, criticando la manifestazione di Futuro Nazionale.

“Lo so bene”.

Anche dentro FdI ci sono stati problemi.

“Con la capogruppo Sirello abbiamo avuto un battibecco quando abbiamo parlato degli affitti brevi. Due anni fa sono andato a Vienna a studiarmi il sistema dell’edilizia pubblica viennese perché ritengo che una città come Firenze che ha perso in 30 anni 60.000 abitanti ha qualcosa che non va. Vienna al contrario ne ha guadagnati 500.000 negli ultimi 50 anni. Vuole dire che per attrarre lavoratori dobbiamo riportare i lavoratori a vivere dentro le mura della città di Firenze”.

Ma lei voleva proporre un emendamento per estendere lo stop agli affitti brevi anche in altre aree di Firenze. E’ stato definito “più a sinistra del Pd”.

“Su certi certi temi sociali io porto avanti battaglie che sono quelle che un po’ riguardano la destra storica, quindi dalla sicurezza, all’edilizia popolare e anche alla socialità. FdI è un partito grande, ci sono tante menti che pensano. Sa cosa? C’è la libertà, a differenza di altri partiti a matrice marxista dove c’è una velina che viene data e nessuno può discuterla. Sa, noi esterniamo i nostri pensieri”.

Quindi non passa al Pd?

“(Sorride) Direi di no”.

Cosa farà nel 2027, anno delle politiche?

“Dipende come è la legge elettorale. Ci posso pensare. Se chi ha fatto il primo mandato ha fatto bene deve essere riconfermato, penso a Marcheschi e Donzelli. In caso contrario no”.

E a Palazzo Vecchio quale sarà il futuro post Draghi?

“Chelli e Gandolfo. Secondo me Sirello per esperienza e numero di voti potrebbe pensare ad altro”.


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