“Due o tre cose sul Carnevale, sul maltempo, su Salvini e sulle coccodè…”

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VIAREGGIO – “Due o tre cose sul Carnevale, sul maltempo, su Salvini e sulle coccodè…”.  E’ dell’avvocato Filippo Antonini, di Repubblica Viareggina, la nota stampa che pubblichiamo integralmente: “Innanzi tutto mi scuso riguardo lo scarso tempismo del comunicato, ma in questi giorni ero fuori Viareggio e ritenuta la mia avversione e limitata capacità tecnologica i ritmi sono ancora quelli novecenteschi… comunque veniamo ai fatti.
Nessuno pretende che il Commissario Pozzoli e la Fondazione si intendano di meteo e siano infallibili, a maggior ragione in una materia così variabile e complessa come la meteorologia, ma la pecca del loro operato dove sta? Nel non ascoltare mai gli altri, in particolare i lavoratori, e nel non cercare mai decisioni condivise con chi -da sempre- vive il Carnevale, in poche parole nell’arroganza del potere e nel voler essere sempre e comunque -nei secoli- commissario. Lo stesso Sindaco attacca il Carnevale e dice che farà piazza pulita degli incompetenti ma è costretto a difendere il Commissario ed i sub commissari; è come se di fronte ad una debacle bellica il Generale non ha colpe ma i soldati sì. Lo capiamo…, certamente che lo capiamo… poiché deve rendere conto a qualcuno sopra di lui e non fargli torto, vedasi Rossi ed il “protocollino” d’intesa firmato nei giorni scorsi. Lo capiamo anche quando, riguardo le uova in Comune, fa appello al senso di comunità, ma nello stesso tempo si scorda della comunità quando si parla di sfrattati, di disoccupati e di lavoratori del Carnevale, delle partecipate e del Principino. Riguardo Salvini, visto che era alla Cittadella del Carnevale, altro che uova, mi sarei aspettato, da un carrista, da un figurante o almeno da una maschera isolata, un bel “pernacchione”, fatto bene alla Sordi o alla Totò, invece solo baci abbracci e selfie. D’altra parte lo sberleffo è cosa seria!  In merito alle uova (sich!), un tempo i nostri antifascisti viareggini prima le bevevano (all’epoca c’era della fame) e poi le riempivano di inchiostro e le lanciavano contro i simboli del potere, oggi lo fanno solo i bimbi palestinesi… Concludo questa cacciuccata dicendo che in questo finir di Carnevale le coccodè lanciano le uova, le oche, fin troppe, starnazzano ed i soliti noti -zitti… zitti- beccano”.

“I lanciatori di uova, la Fondazione Carnevale e il sindaco Del Ghingaro: sostenitori inconsapevoli di Matteo Salvini”. aggiunge Mario Navari: “Abbiamo letto con sconforto la minaccia di lancio di uova per la presenza del capo leghista al Canevale di Viareggio. Abbiamo appreso con stupore lo slancio del sindaco viareggino di farsi scudo umano nella difesa del capo in camicia verde. Abbiamo registrato gli ennesimi insulti del leader padano che, mentre si apprestava a far visita al Carnevale, dava degli idioti agli annunciati contestastori per richiamare la loro presenza insieme alle tv. Poi dalle parole sono passati ai fatti lanciando nella notte delle uova contro il palazzo comunale. Nelle loro menti hanno pensato di aver compiuto un gesto rivoluzionario mentre tale scelta è solo un gesto che alimenta i consensi per le destre. Basterebbe poco per capire che tale azione ha generato simpatia nei confronti di Salvini, anche da parte di chi non lo avrebbero mai pensato possibile. Nel lancio di uova contro il comune di Viareggio c’è poi un idea privatistica, come se fosse la sede dell’azienda Del Ghingaro, un pensiero che non appartiene alla storia della sinistra ma al qualunquismo. Inoltre, temiamo che tale gesto fornirà all’amministrazione viareggina ulteriori pretesti per eliminare spazi sociali autogestiti presenti sul territorio. Giudichiamo un errore anche la scelta del sindaco viareggino di proporsi come guardia del corpo di Salvini, rappresentante politico e non istituzionale che scende in piazza quotidianamente con l’estrema destra italiana ed europea, mentre non dimentichiamo che lo stesso Del Ghingaro si è dimostrato indisponibile ad incontrare un rappresentante dei lavoratori. All’idea di non considerare Salvini puntando sull’indifferenza avremmo preferito usare l’ironia, quella vera che in periodo di carnevale si trasforma in satira. Vista la sua passione per i presepi, avremmo potuto organizzare un trio di re magi che avrebbero portato in dono dei diamanti con l’effige di Belsito, delle lauree albanesi con il logo di una trota, dei buono fruttiferi della Tanzania o delle dentiere con il simbolo della regione Lombardia. Pasolini ci insegnava che non occorre essere forti per affrontare il “male” nelle sue forme pazzesche e ridicole. Evidenziava la necessità di essere fortissimi per affrontarlo come normalità, come codificazione del fondo brutalmente egoista di una società come quella leghista, che Pasolini non aveva conosciuto ma che aveva previsto. Il diktat “open space” della Fondazione Carnevale ai carristi per la gita di Salvini alla Cittadella si commenta da solo. Espriamo solidarietà sia al carrista Roberto Vannucci, che non ha obbedito a tale richiesta, che ai lavoratori che hanno provveduto a ripulire il palazzo imbrattato dalle uova, e rivendichiamo quelle strutture come beni comuni dei cittadini”.

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