Due treni accartocciati in Puglia: “La memoria va alla strage di Viareggio”

( di Fabrizio Bartolini ) – Due treni accartocciati in uno scontro nelle campagne della Murgia: ventisette morti e oltre 50 feriti.

Ancora una strage sui binari , ancora una volta si ritorna indietro nel tempo a quella sicurezza che manca e viene sottovalutata e confezionata a sconto, si ritorna alla memoria al 29 giugno 2009 ( Strage di Viareggio).

Eppure, nonostante tutto, è riaccaduta ad Andria, in località Boccareto, una strage che si poteva evitare.

Il processo per la Strage di Viareggio che ho seguito dal suo inizio sino ad oggi essendo ancora in corso il processo di primo grado non è stato solo un processo per le vittime ma è stato un grido lanciato con cadenza settimanale dalle vittime ( tutti i mercoledì in cui si tiene udienza presso il Tribunale di Lucca) perché ciò non accada più, perché si ponga rimedio a questi incidenti tutti evitabili.

Proprio quelle persone coinvolte in prima persona nel disastro, partecipando a varie manifestazioni e costituendo una associazione ( Il Mondo che Vorrei) hanno portato questo messaggio in giro per l’Italia , messaggio che abbiamo avuto modo di ribadire più volte in udienza e che non mancheremo  certamente di ribadire alla discussione fissata per il prossimo settembre.

Eppure pare che a poco sia servito il lavoro svolto, forse a causa di un processo che ancora non è giunto al suo epilogo, ma la strage di Puglia doveva essere evitata!

Il processo per la Strage di Viareggio ci ha insegnato molto del “mondo ferroviario” e dei vari modi di gestione da parte delle società che lo capeggiano.

Già durante l’udienza preliminare ebbi modo di rimarcare che “Quanto avvenuto a Viareggio è il frutto di un sistema di gestione imprenditoriale e di risorse economiche volte al risparmio, alla superficialità e alla trascuratezza a scapito della sicurezza e della vita umana: Viareggio ne è stata purtroppo l’esempio”

Oggi sento ancora più attuale questa frase!

Per la strage di Puglia è ancora troppo presto parlare di capo di imputazione e di responsabilità, anche se sono già stati individuati alcuni probabili responsabili, ma mutuando dal processo di Viareggio è presumibile supporre che le società Gruppo Ferrovie dello Stato, RFI Spa, Trenitalia Spa, FsLogistica Spa saranno coinvolte.

I reati commessi in Puglia nel procedimento aperto dalla Procura sono il reato di strage, omicidio e lesioni colpose. Potrebbe essere anche ipotizzabile un dolo eventuale qualora venisse accertato che il tutto è accaduto per noncuranza in materia di sicurezza e non solo per mero errore umano.

Questa ipotesi seppur poco probabile è comunque teoricamente possibile così come venne sostenuta dalla Procura – si ricordi – nel processo contro la Tyssenkrup.

Dovremmo necessariamente attendere gli eventi ed i tempi processuali consci che le vittime di questa “nuova” tragedia ed i loro parenti si troveranno ora a dover affrontare un lungo percorso emotivo.

Però attendere non vuol dire stare inermi perché il contributo delle parti civili nel processo per la Strage di Viareggio è stato enorme proprio perché hanno agito sin da subito : qui si può fare la differenza.

Differenza, si badi bene, non in termini risarcitori ma soprattutto in termini di giustizia

E questo rincorrere la giustizia processuale è stato rimarcato proprio in questi giorni quando il Gruppo Fs unitamente alle compagnie assicurative sono arrivate a fare offerte risarcitorie alle vittime che sono dalle stesse state rifiutate o prese solo in acconto proprio per non rinunciare a partecipare al processo e lottare per avere giustizia.

Un chiaro messaggio è arrivato al Gruppo FS con queste offerte tra l’altro spesso cospicue: le vittime non si comprano!

Stessa cosa accadrà al processo per la Strage  occorsa tra Andria e Corato perché se già con la strage di Viareggio la prevedibilità dell’evento era nota , qui ancor di più visti i precedenti drammatici ( un processo del genere in materia di colpa si gioca molto sulla prevedibilità ed evitabilità dell’evento).

Se si dovesse dare consigli alle vittime sicuramente il primo sarebbe quello di nominare consulenti tecnici seri e competenti che affianchino la Procura nel proprio lavoro.

Anche per la strage di Puglia è stato incaricato, così come è accaduto per la strage di Viareggio, l’ispettore Laurino persona dalla serietà e competenza ineccepibili con cui abbiamo lavorato in tutti questi anni e che ha dato un contributo di enorme spessore.

Debbo riconoscere e potrei sostenerlo senza paura di smentita che i consulenti che hanno affiancato il processo di Viareggio sono sicuramente tra i migliori in Italia ed hanno fatto un lavoro a dir poco egregio

Pertanto una delle prime cose che andrà fatto da parte dei familiari delle vittime della strage di Andria sarà quella di affiancare alla propria posizione dei periti qualificati: solo così si inizierà seriamente il cammino per ottenere giustizia.

Qualora vi fosse necessità da parte delle vittime di avere il nominativo dei periti che ci hanno aiutato nel processo di Viareggio ovviamente potrete contattarci e daremo piena disponibilità (info@bartolinistudiolegale.com)

Ma inoltre coloro che hanno purtroppo assistito a questa tragedia dovranno sottoporsi a delle terapie psicologiche che non solo li aiuteranno in questo difficile cammino iniziale ma che saranno di successivo aiuto anche nella fase processuale.

Dalla esperienza vissuta nel processo per la Strage di Viareggio ho constatato che, molto spesso, il danno psicologico è più grave di quello strettamente fisico ( tanto per fare un esempio, vi sono persone che hanno perso delle gambe e nonostante tutto vincono le olimpiadi a loro dedicate, mentre chi è psicologicamente distrutto può diventare un vegetale).

Anche chi fortunatamente è rimasto fisicamente illeso nella strage di Puglia avrà sicuramente subito danni gravi sotto il profilo psicologico che, si ricordi, possono anche manifestarsi a distanza di diverso tempo dal fatto, soprattutto nei bambini.

A Viareggio, dopo i fatti del 29 giugno, vi sono state persone che sono dovute andare ad abitare in altre località e persino all’estero non riuscendo più a vivere nella loro città che era stata sconvolta da quegli eventi a cui avevano partecipato.

Quando si verificarono i fatti del 29 giugno le persone offese – ricordo – presentarono subito querela in Procura non tanto per i reati molti dei quali procedibili d’ufficio  ma soprattutto per dare un aiuto organizzativo alla Procura che così ebbe una facilitazione nei compiti volti ad   individuare tutte le vittime , i loro familiari e i danni subiti.

Ritengo che in questi processi così come è stato per la Strage di Viareggio si debba andar oltre la giustizia ed avere un obiettivo ancor più grande e cioè fare in modo che questi eventi cessino definitivamente e non accadano più nel futuro: questo è almeno ciò che i difensori di parte civile unitamente alle vittime stanno cercando di portare avanti in tale procedimento.

Tanto auguro alle vittime della strage di Puglia

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