Dumarey Fauglia: strappo con la Regione, sciopero per 35 lavoratori

Clima di altissima tensione e scontro aperto tra sindacati e proprietà nello stabilimento automotive Dumarey di Luciana, frazione del comune di Fauglia. L’azienda, attiva nella progettazione e produzione di iniettori di carburante per benzina e componenti per il post-trattamento dei gas di scarico diesel, ha ufficializzato alla Fiom Cgil e alle rappresentanze sindacali la disdetta dell’accordo di gestione del personale sottoscritto lo scorso 8 Aprile con la Regione Toscana.

Una decisione fulminea che apre scenari drammatici sul piano occupazionale: 35 lavoratori in somministrazione (staff leasing) rischiano il licenziamento diretto a partire dal prossimo 31 luglio.

La doccia fredda è arrivata nel corso del terzo incontro di monitoraggio dell’accordo, al quale hanno preso parte le Rsu, le segreterie sindacali, i delegati della Regione Toscana e i rappresentanti dell’Unione Industriali. L’azienda ha confermato la volontà di non dare seguito alle intese raggiunte in sede regionale per la tutela dei precari, provocando la reazione immediata dei rappresentanti dei lavoratori.

In una nota congiunta diffusa dalla Fiom Cgil di Pisa e dalla RSU Dumarey – Manpower, il sindacato ha bollato la mossa aziendale come un atto d’imperio inaccettabile. “Purtroppo l’Azienda ha confermato l’intenzione di non rispettare l’accordo di gestione del personale somministrato, in pratica disdettando l’accordo con la Regione Toscana, per cui 35 lavoratori in staff leasing verranno licenziati – si legge nella nota -. Questo pare solo l’inizio di un percorso di ristrutturazione, che va immediatamente fermato”.

Di fronte al grave strappo societario, le tute blu hanno risposto con la proclamazione immediata dello stato di agitazione e un blocco delle attività produttive. La mobilitazione è scattata nella tardo-pomeriggio di lunedì 20 luglio per estendersi a tutta la giornata di oggi, martedì 21 luglio.

Le organizzazioni sindacali si riuniranno al termine della manifestazione per valutare la prosecuzione della mobilitazione e chiedere un tavolo d’emergenza alle istituzioni regionali.

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