E’ morto Andrea Camilleri, maestro di ironia e sensibilità

E’ morto Andrea Camilleri. Lo ha comunicato questa mattina la Asl Roma 1 precisando che si è spento alle 08.20 all’Ospedale Santo Spirito dove era ricoverato da diversi giorni.

Uno tra i pochi scrittori che, oltre a diventare popolari per i loro libri, riescono ad essere amati anche come personaggi. 

“Se potessi, vorrei finire la mia carriera seduto in una piazza a raccontare storie”. Nonostante gli occhi da tempo spenti, continuava ad impastare realtà e fantasia in quella sua lingua eccezionale, il vigatese, che non aveva alcun corrispettivo nella realtà ma che finiva per essere più concreta che mai. Non si può smettere di fare ciò per cui si è nati. E il Maestro siciliano, morto questa mattina a Roma, era nato per incantarci. 

Andrea Camilleri, morto a 93 anni, ha usato questa sua forza mediatica per raccontare di sé e del suo amato commissario, ma soprattutto per intervenire sul sociale, per cercar di far arrivare ai suoi lettori, che sono tantissimi, alcune idee base di democrazia e eguaglianza e dignità che sapeva bene oggi purtroppo non sono più da dare per scontate. Avrebbe compiuto 94 anni il prossimo 6 settembre, è stato regista teatrale e sceneggiatore.

Nel 1949 entra nell’Accademia di Arte drammatica Silvio d’Amico di Roma e realizza diverse opere, ispirandosi a Pirandello. Sono gli anni in cui conosce la moglie Rosetta, dalla quale avrà tre figlie. “Rosetta è stata la spina dorsale della mia esistenza” ha dichiarato più volte Camilleri. Nel 1957 il debutto in Rai, mentre negli anni Settanta ottiene il ruolo di insegnante di regia all’Accademia di Arte drammatica. La passione per la scrittura, però, lo porta a pubblicare, nel 1987, ‘Il corso delle cose’, con cui ottiene un discreto riscontro di pubblico. Poi arriverà il vero e grande successo con il commissario Montalbano.

La sua importanza come artista e intellettuale è stata nel costante impegno nella scrittura legata alle idee proposte con la sua aria bonaria ma anche con un preciso vigore, con quel guizzo negli occhi che rende vero e vitale quel che si sta dicendo, senza perdere forza nemmeno ora che gli occhi gli si erano spenti.

Nelle ultime interviste Camilleri ha dichiarato: “Ho avuto una vita fortunata. Non ho rimpianti e non ho paura di niente, neanche della morte“.
A Roma stava preparando uno spettacolo che si sarebbe dovuto tenere il 15 luglio alle Terme di Caracalla, dove avrebbe raccontato la sua Autodifesa di Caino.