Non è recessione, ma un’attenta fase di assestamento che prelude alla riscossa. Le quasi 20.000 imprese del terziario pisano guardano ai primi mesi del 2026 con un ottimismo che non si registrava da tempo. Secondo l’ultimo Osservatorio realizzato da Confcommercio Pisa in collaborazione con Format Research, il tessuto economico composto da commercio, turismo e servizi sta superando il rallentamento di fine 2025 per proiettarsi verso un semestre di crescita.
I numeri parlano chiaro: il clima di fiducia degli imprenditori pisani per il mese di giugno 2026 balza al 40%, contro un timido 26% registrato a dicembre dello scorso anno. Un trend positivo che riflette anche l’andamento della propria attività: il 51% degli intervistati si aspetta una “bella stagione” all’insegna dei ricavi e della stabilità.
Dopo la frenata della seconda metà del 2025, dovuta in gran parte alle tensioni internazionali e al caro energia, le previsioni sui ricavi vedono un recupero netto per il 49% delle aziende. A guidare la carica sono la ristorazione e la ricettività turistica, settori che prevedono anche una ripresa dell’occupazione (51% delle imprese intenzionate a stabilizzare o incrementare il personale). Più cauto il commercio “no-food”, che risente maggiormente della contrazione dei consumi interni ma mantiene comunque indicatori finanziari stabili.
“In questo contesto di incertezza i dati dell’Osservatorio indicano una dinamica di prudenza più che di crisi – dichiarato presidente di Confcommercio Pisa Stefano Maestri Accesi – nella seconda parte del 2025 si registra una frenata dei ricavi e, in misura più contenuta, dell’occupazione, ma le aspettative delle imprese per il 2026 tornano a migliorare e indicano una possibile ripresa nei prossimi mesi”.
Sulla stessa linea il direttore generale Federico Pieragnoli: “Il terziario continua a essere uno dei pilastri della nostra economia. Stiamo attraversando una fase di assestamento – ha concluso Pieragnoli – dopo gli anni della ripresa post-pandemica. Per trasformare le aspettative di ripresa in crescita concreta è però necessario rafforzare le condizioni di stabilità economica e sostenere gli investimenti delle imprese”.
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