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Effetto Venezia 2026 Livorno: date, tema giovani e bando artisti

La kermesse più amata dell’estate livornese è pronta tornare con un taglio più fresco che mai. Quest’oggi è infatti stata presentata la 41°edizione di Effetto Venezia che nel 2026 sarà interamente dedicata ai giovani e al dialogo intergenerazionale. Dal 29 luglio al 2 agosto 2026 il quartiere della Venezia accoglierà quindi come ogni anno spettacoli di ogni sorta, dalla musica alla danza, passando per teatro stand up comedy e tantissimo altro ancora, sotto la guida attenta di Grazia Di Michele, riconfermata direttrice artistica del festival. La scelta di dedicare la 41° edizione al mondo giovanile mira a creare un ponte transgenerazionale attraverso un dialogo che unisca le arti e confronti tematici. Le nuove generazioni esprimono valori come sostenibilità ambientale e sociale, inclusività, libertà, benessere mentale, cittadinanza attiva ed etica digitale. Questi e altri temi saranno presenti nelle proposte dei talk di Effetto Venezia 2026. Fra le tante novità la possibilità per gli under 35 di presentare le proprie proposte, la chiamata riguarda progetti inerenti: musica e danza, teatro e stand-up comedy, mostre fotografiche, pittura e street art,presentazioni di libri e fumetti.
Le candidature dovranno pervenire via e-mail all’indirizzo effettovenezia@fondazionelem.it entro il 4 aprile 2026.
“Il tema scelto – ha detto il sindaco Luca Salvetti – è quello dei giovani. Futuro prossimo, idee e storie delle nuove generazioni, è un titolo che mi ispira tantissimo. Noi abbiamo la possibilità di costruire questo Effetto Venezia con la consueta attenzione al cast e alle iniziative, ma con la voglia di coinvolgere il più possibile i giovani”.
“Il sindaco mi ha lanciato l’idea del tema di quest’anno a conclusione di Effetto Venezia 2025 – ha dichiarato la direttrice artistica Grazia Di Michele – Ho subito accolto con grande piacere la possibilità di dedicare ai giovani l’edizione di quest’anno. L’unica variazione che ho apportato a questo sfondo tematico – ha concluso Di Michele – è stata quella di un filo rosso transgenerazionale per capire cosa cambia nella definizione del prodotto da un punto di vista musicale, artistico e tematico”.


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