Elezioni a Pietrasanta, il candidato sindaco Ettore Neri ai microfoni di TGregione.it

PIETRASANTA – ( di Matteo Baudone ) – Elezioni a Pietrasanta, il candidato sindaco Ettore Neri ai microfoni di TGregione.it

Candidato, si presenti

Sono Ettore Neri, ho 57 anni, sono un libero professionista che lavora nel settore del marmo facendo intermediazioni commerciali, ispezioni, controlli qualità, e servizi alle imprese.

Ha già esperienze come amministrazione pubblica?

Sì. Ho fatto il sindaco a Seravezza per 10 anni.

Bilancio di questa esperienza come sindaco di Seravezza?

Ho fatto esperienza. Sono stato Presidente del Consorzio Ambiente Versilia, che si occupa della gestione rifiuti per i comuni della Versilia. E sono stato nella Conferenza dei sindaci della Versilia. Sono stato Presidente della Società della Salute.

Si sente di dire che è stata una buona esperienza o una cattiva esperienza nel generale?

Mi sento di dire che è stata un’ottima esperienza. Sia dal punto di vista dei risultati ottenuti che dalla formazione che ho ricevuto lungo tutto il percorso amministrativo in quanto sindaco di Seravezza. Con buoni, credo anche di poter dire ottimi risultati.

Politicamente a che area appartiene?

Io sono un uomo di sinistra. Sono nato come un giovane berlingueriano. Ho aderito da giovane al Partito Comunista all’epoca di Berlinguer, e poi ho fatto praticamente tutto il percorso della sinistra riformista italiana fino a essere uno dei fondatori del Partito Democratico all’assemblea Costituente del 2007. E oggi sono uno dei dirigenti regionali del partito.

Come primo progetto in caso di elezione a sindaco di Pietrasanta, pur se non portato a termine, cosa comincerebbe?

Come primo progetto ci sarebbe da iniziare ad occuparsi delle gravi questioni ambientali che attanagliano da troppo tempo il comune di Pietrasanta. Penso al problema dell’acqua con il tallio, al problema della Bonifica del torrente Baccatoio, alla Bonifica dell’area dell’ex inceneritore Falascaia. Al sistema delle fognature nere, che è carente in tutto il comune, senza dimenticare la qualità della balneazione ad essa collegata. E la lotta alla per la chiusura della Cava Fornace di Montignoso

Per lei Pietrasanta è più una città d’arte o una città di turismo?

Per me e credo oggettivamente Pietrasanta è più cose allo stesso tempo. È una città di artigianato e di manifattura, in primo luogo perché le piccole aziende, piccole dimensioni ma grandi di importanza, parlando sia del marmo sia delle fonderie, senza nulla togliere al mosaicismo sono un bene prezioso del nostro territorio. E ovviamente è una città di turismo, perché a valenza turistica da sempre. Si tratta, il turismo, di una grande risorsa per tutto il territorio. Si può parlare infatti di turismo culturale in tutto il territorio di Pietrasanta, tanto nel centro quanto me le frazioni, le quali possono essere migliorate e possono diventare un grande motore per tutta la città.

Da cosa partirebbe per migliorare tanto il turismo quanto l’arte a Pietrasanta?

Io partirei da un grande sforzo di collaborazione e di discussione e di confronto con le imprese. Credo che il progetto di Pietrasanta del futuro possa nascere solo se l’amministrazione avrà capacità di discussione di ascolto e di confronto con il mondo delle imprese del turismo, dell’accoglienza e con il  mondo dell’artigianato. Da lì si parte per fare un salto in avanti. La cosa più importante è che credo sia necessario fare e avviare il grande recupero funzionale e la fruibilità della Rocca di Pietrasanta. Quello è il luogo da cui possiamo noi far crescere ancora di più la città di Pietrasanta.

Che cosa manterrebbe e che cosa toglierebbe della precedente amministrazione Mallegni?

Generalmente della precedente amministrazione prima di se stessi si tengono i progetti già avviati, che nella maggior parte dei casi non si possono modificare ne interrompere. Chi amministra un comune deve avere la coerenza amministrativa, la capacità amministrativa di continuare in alcuni casi e mantenere un servizio amministrativo. Ci saranno credo eventualmente cose da modificare.E in quel caso porteremo avanti le modifiche.

Si può dire che piuttosto che buttare dei soldi per dei progetti avviati si può vedere quello che ha cominciato Mallegni e quindi di conseguenza creare una nuova azione amministrativa…

Quello che è già avviato un amministratore con un minimo di raziocinio lo continua in quanto già avviato. È indubbio che io e Mallegni la pensiamo diversamente su tante cose. Ci saranno cose che rimarranno, ci saranno cose che verranno modificate. Quello che non manterrò della precedente amministrazione Mallegni è il rapporto con i cittadini. Sarò certamente un sindaco differente. Un sindaco che ascolta molto. Che accetta il confronto con tranquillità. Svilupperemo una città che parla, che discute e che ragiona in maniera molto concreta e aperta.

Ma a riguardo si sentirà più un sindaco di palazzo o un sindaco di strada?

No. Io sarò un sindaco di 24 ore. Sarò sia un sindaco di palazzo, perché il palazzo è il luogo dove si discute e si idea, si programma e si pianifica. Ma anche un sindaco di strada, perché sono una persona che tiene molto al contatto diretto con i cittadini. E quindi sarò anche molto per la strada, come ho sempre fatto.

Si preclude collaborazioni con altre aree politiche in caso di vittoria altrui?

Io credo che se dovremo andare al ballottaggio terremo coerente la nostra linea e la nostra alleanza. Chi voleva fare alleanze con noi ha avuto certamente tempo per pensarci, per metterle in campo. In caso di ballottaggio ci rivolgeremo ai cittadini. Cercando di spiegare meglio e al meglio le nostre idee e il nostro modo di vedere le cose.

Quindi niente porte chiuse…

Niente porte chiuse, perché si discute sempre con tutti. Ma nemmeno la possibilità di alleanze, anche politiche, in caso di ballottaggio.

Le lascio il microfono: mi dica per quale motivo un cittadino di Pietrasanta dovrebbe votare per lei.

Potrebbe votare per me perché sono una persona di esperienza. Ho un curriculum in campo amministrativo di tutto rispetto. Ho conoscenza della materia. Ho conoscenza del territorio. Ho già lavorato su problematiche che toccano il territorio di Pietrasanta, come rifiuti, sociale, turismo. Mi sono per un certo verso occupato anche di Pietrasanta, pur se non direttamente da sindaco. E poi ho un progetto nuovo di governo e avrò una bellissima squadra e delle bellissime liste…

C’è già quindi una squadra e un programma: giusto?

Riguardo il programma stiamo approfondendo con dei gruppi di lavoro aperti a tutti i cittadini. Lo presenteremo ai primi di maggio. Riguardo la squadra ci sono due liste. Ci presenteremo con due liste oramai praticamente complete. E ti posso dire che avremo due liste di candidati di altissima qualità.

Per concludere: come considera in una frase la sua campagna elettorale attuale? In una frase, in un concetto: cosa la rappresenta bene di questa campagna elettorale?

La considero una campagna elettorale intensa ma tranquilla. Serena. Con il cuore sereno e tranquillo. E forte nello stesso tempo. È una campagna elettorale fatta da persone normali per cittadini normali.

Se la sente di ripetere una frase che ha detto: “Andiamo a prenderli a casa loro”?

Si. È una frase che ho detto e che mi piace molto. Perché in passato i rappresentanti delle forze progressiste del centrosinistra di Pietrasanta quando sono stati sconfitte sono state anche molto scherniti dagli avversari. Che è una cosa che non apprezzo. Una cosa che secondo me denota cattiva eleganza, poca eleganza. Una cosa che non va bene, nemmeno in politica. E quindi andarli a prendere in casa loro significa andare a conquistare voti su tutti i terreni e dimostrare che abbiamo qualità pari e superiori a quelle dei nostri competitori.

Okay. Chiaro.

A noi della sinistra ci davano per morti, ma morti non siamo per niente. Questo ci tengo a dirlo.

Perfetto. In bocca al lupo, candidato.

Grazie mille, viva il lupo!