Elezioni annullate: “Cose di casa nostra”

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VIAREGGIO – “Che si potesse ritornare alle elezioni qualcuno lo aveva pure venitlato, ma in realtà la distanza che separava il vincitore delle scorse elezioni con i due sfidanti al ballottaggio, non lo lasciava di certo prevedere. Ora il Tar si è espresso per un ritorno integrale al voto e a meno che un appello al consiglio di stato di Del Ghingaro, che per orgoglio personale aveva sempre escluso, le sentenze per noi si rispettano fino in fondo (sperando anche che qualcuno stavolta paghi di persona per gli errori commessi). Fatto è che una analisi di quanto accaduto fino a d ora, ci porta a capire come i problemi della nostra Viareggio siano solo destinati ad aumentare e non certo a risolversi”.La nota stampa arriva dai pentastellati: ” Non si potrà mai dire di non aver combattuto da parte del M5S di Viareggio questo sindaco e la sua giunta, fin dall’inizio delle sue aspirazioni, mettendo in campo un’ armata brancaleone fatta di molti personaggi anche imbarazzanti vecchi e nuovi solo in cerca di palcoscenici profumatamente ricompensati, mettendo in mostra le loro “non qualità” e i cui risultati fallimentari sono sotto gli occhi di tutti. E dopo un anno, ecco con 675 schede “smarrite”, fallimenti di partecipate come piovesse, patrimonio pubblico in svendita, progetti di fantomatici forni crematori, sicurezza zero, aziende pubbliche trasformate in srl, due fontane ripulite a Viareggio si rivà ad elezioni. E a sottolineare tutto ciò, con le nostre interrogazioni e mozioni presentate anche se pur bocciate, un inefficace consiglio di maggioranza da noi ribattezzato “corte di Giorgio I”, che niente ha fatto se non piegarsi all’unica volontà di questo sindaco, sempre distante dalla città, sempre scostante dalla vera realtà dei fatti, vedi il capitolo irrisolto della sicurezza, della gestione ambientale e del decoro urbano che spiccano fra gli altri. E se pur apparentemente e ostentatamente decisionista, non ha mai saputo aggregare le categorie, essere amato o almeno benvoluto dalla maggioranza dei cittadini e anche sul lato tecnico a lui più caro e di cui gli si riconoscevano maggiori competenze, riuscire solo a lasciare in braghe di tela una città depauperata dei suoi impianti sportivi, dei suoi gioielli di famiglia vedi principino e porto e semplicemente gettata in mezzo a tribunali e amministratori giudiziali, come si lascia in pasto ad una belva un pezzo di carne morto e fradicio, ma per qualcuno ancora appetitoso. “Cose di casa nostra” abbiamo detto, si quelle di cittadini che approfittando della confusione degli uffici hanno scelto di non esserci, di non pagare, di rimanere indifferenti, di non partecipare alla vita politica della città, perchè forse troppo distante dai loro interessi anche di bottega, ma a che pro? E lasciarsi andare vuol dire comunque che qualcun’altro, forse il solito socio privato che da oltre vent’anni si interessa lui si, veramente al bene economico personale di questa città, occupandosi di tutto ciò che porta profitto senza rischiare nulla di proprio insieme agli amici di banchetto che lo circondano. Lasciandolo che continuasse ad approfittarsene con la complicità di tutte quelle forze che in questi anni, dalla sinistra maneggiona alla destrorsa sempre rimaneggiata, gli hanno garantito fino ad oggi la continuità di rapporti con lobbies di potere e dirigenza collusa, fino a far racimolare al comune lo scherzetto di oltre 200 milioni di debito che forse solo una catena di volontà congiunte e che facessero tutte un passo indietro a Viareggio, potrebbero mettersi in testa di salvare dall’inevitabile. Come ciò che avverrà in una città portata al tracollo civile prima che economico e all’asfissia finanziaria proprio da quei poteri ed interessi che solo in campagna elettorale promettono di salvare. Ma chi paga tutto questo ce l’ha mai detto qualcuno?”

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