Acqua, Antonini: “Il grande imbroglio”

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VIAREGGIO – “Le dichiarazioni dei vertici di Gaia spa sono inaccettabili e ci chiediamo come i sindaci del nostro territorio,abbiano potuto permettere che si arrivasse a tanto: ai cittadini l’azienda chiede di pagare le partite pregresse, una parte delle quali sono già prescritte e anche l’aumento tariffario dovuto al minor consumo”. La nota stampa, che riportiamo integralmente, è a firma del candidato sindaco Filippo Antonini:  “In pratica la legge Galli del 1994 ha istituito lo stesso meccanismo “vuoto per pieno” che per anni è stato utilizzato da Tev e Veolia per i rifiuti da destinare all’incenerimento: se non si raggiunge la quantità prefissata, ovvero se la cittadinanza usa meno acqua, paga di più perché ormai l’azienda ha stabilito che deve incassare un tot e così deve essere. Sarebbe questa la strada per razionalizzare i consumi e ridurre gli sprechi di una risorsa così preziosa? Ci sarebbe molto da discutere anche sul meccanismo delle cosiddette partite pregresse, quell’invenzione secondo cui l’Ait (Autorità Idrica Toscana) ha stabilito che Gaia, avendo applicato una tariffa più bassa, deve avere soldi arretrati dai cittadini. Le norme vengono stravolte a piacimento quando serve e così diventa legale cambiare i termini di quello che è un vero e proprio rapporto commerciale fra azienda e cittadini che pagano un servizio, nonché chiedere arretrati che vanno oltre i cinque anni regolamentari. Ma l’Autorità – perché ormai dai rifiuti all’acqua ai trasporti, la Regione Toscana a guida Pd vuole accentrare il potere decisionale in questi organi unici – ha deciso che va bene e perciò non resta che adeguarsi e pagare. Noi invece vogliamo dire forte e chiaro che consideriamo illegali e ingiusti gli aumenti retroattivi. Inizino a ridurre i compensi ai manager e a rifondere i soldi sprecati con l’apertura di sedi inutili e costose come è stato fatto in passato! E spieghino le ragioni di assunzioni di sapore politico come quelle di dirigenti provenienti direttamente dal Pd! E, se hanno il coraggio, spieghino anche i distacchi alle abitazioni civili, senza neppure lasciare il minimo vitale a famiglie con bambini. Per non parlare delle cartelle pazze e dei minimi ritardi nei pagamenti sanzionati a botte di trenta euro! Ma l’assurdo si raggiunge con la richiesta di pagare anche i debiti che l’azienda ha con i Comuni. Il caso del Comune di Viareggio è emblematico: i cittadini dovrebbero ripagare i debiti che Gaia ha verso l’Ente (il Comune e la Viareggio Patrimono, circa 14 milioni di euro che forse potrebbero essere oggetto di un decreto ingiuntivo!), in virtù degli investimenti e dell’affitto della rete idrica che questo Comune, a differenza di altri, non ha ceduto alla società. I viareggini però la loro rete se la sono già pagata in tutti gli anni precedenti all’arrivo di Gaia e pagano anche per gli investimenti fatti. Ma non può essere chiesto loro di pagare i debiti fatti dall’azienda con i Comuni che hanno venduto la rete idrica, altrimenti sarebbe come pagare tre volte la stessa cosa! Di tutto questo dobbiamo ringraziare gli amministratori di tutti i livelli che invece di difendere il diritto della cittadinanza ad avere un’acqua PULITA, BUONA e PUBBLICA (ci ricordiamo il referendum del 2011?) si sono accodati ai consigli di amministrazione e ai processi di allontanamento dei centri decisionali dai territori. Ed è bene ricordarlo in un periodo di elezioni, comunali e regionali, per evitare di votare di nuovo i soliti personaggi e i soliti partiti che ci hanno portato a questo disastro”.

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