Alessandro Santini: “Festival Pucciniano, no alla fusione con Lucca”

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VIAREGGIO – “Se dobbiamo iniziare una collaborazione, guardiamo a chi può farci crescere davvero”: per Alessandro Santini, candidato sindaco di Viareggio sostenuto da Forza Italia e Nuovo Psi, è categoricamente da escludere l’ipotesi di una fusione fra Fondazione Puccini di Lucca e Fondazione Festival Pucciniano, nella cui direzione il sindaco del capoluogo Alessandro Tambellini si è detto “pronto a fare passi significativi”.
“Le parole di Tambellini – prosegue Santini – danno l’idea di una trattativa in fase avanzata. Ritengo che questo sia molto grave: se la presidente del nostro Festival, Adalgisa Mazza, non ne sa niente, significa che l’ente torrelaghese manca totalmente di autorevolezza; se invece ne è al corrente, le chiedo di fermare tutto perché la decisione è troppo importante per essere lasciata solo a lei, pur nella piena legittimità del suo incarico”.
Il rifiuto di Santini non è una semplice questione di “campanile”: “L’attività del nostro ente lirico – spiega – è ben più consistente rispetto a quella della Fondazione lucchese e quindi, alla fine, l’unico a guadagnarci nell’ipotetica fusione sarebbe il capoluogo mentre Torre del Lago Puccini si vedrebbe ‘scippata’ di un patrimonio che è suo di diritto”.
Questo, però, non significa chiudere alle collaborazioni: “Nella mia esperienza da presidente della Fondazione Carnevale – ricorda il candidato sindaco – ho dato ampio spazio a gemellaggi e rapporti con altre manifestazioni, sempre nell’ottica di un arricchimento della nostra immagine. Se dunque dobbiamo scegliere un partner, guardiamo a chi può farci crescere: ad esempio il Maggio Musicale Fiorentino che, nonostante la crisi, riesce a portare sul palco artisti di calibro internazionale e offrire appuntamenti di altissima qualità”.
Di certo, un Comune in dissesto finanziario come Viareggio “non può permettersi di gestire il Pucciniano com’è avvenuto finora – conclude Santini – e, quindi, l’organizzazione e la struttura della Fondazione dovranno essere sicuramente riviste, nell’ottica di maggiori economie”.

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