“Cambiamo la città a costo zero”

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VIAREGGIO – “Il Movimento 5 Stelle Viareggio si candida attraverso il suo portavoce Giulio Zanni e la sua lista di consiglieri a governare per l’effettivo cambiamento della città”
La nota stampa che pubblichiamo integralmente è a firma del candidato sindaco “grillino”:
“Onde evitare ipocriti luoghi comuni e inutili giri di parole, in sostanza il M5S porta un programma per la città rivoluzionario e a costo zero, frutto del lavoro di gruppi di lavoro composti da semplici cittadini che in questi anni si sono adoperati volontariamente per affrontare i temi più disparati, come le osservazioni alla mobilità e al piano antenne del 2013, l’urbanistica, il porto, il Carnevale, il sociale e il turismo. Sembra strano ancora adesso che, nonostante non vi siano più risorse economiche aggiuntive nel bilancio, si assista a una surreale campagna elettorale fatta di annunci per convincere i cittadini a delegare nuovamente le stesse forze politiche e gli stessi personaggi, riciclati dentro le liste civiche, responsabili del dissesto, ad impossessarsi ancora una volta del timone della città che essi stessi hanno portato alla deriva. Ancora oggi pochi hanno capito chi ha avuto responsabilità del disastro, ma molti hanno capito chi pagherà questo debito. Il Movimento 5 Stelle offre un programma interamente realizzabile a costo zero, perché non ha sponsor finanziatori, nè promesse da contraccambiare e perché l’intera sua storia politica è nata e si basa sui contributi volontari e sull’autofinanziamento. Tutti corrono per chiudere di nuovo il palazzo comunale nelle solite logiche affaristiche e per tutti i candidati è una splendida occasione per rendere questa competizione particolarmente appetibile.Viareggio è un gioiello unico sottostimato e il Movimento 5 Stelle ha il dovere morale di difenderlo dalla speculazione che si scatenerà inevitabilmente in caso i soliti noti rimangano al potere.Invitiamo a non cadere nella pigrizia dell’astensione, diventato determinante strumento del sistema per non cambiare niente e lasciare le urne alla militante clientela politica”.

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