Dati alla Granaiola: “La tua è una scomposta reazione e un attacco personale”

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VIAREGGIO – Il botta e risposta tra l’avvocato Giuseppe Dati e la senatrice Manuela Graniola prosegue ed è il commissario del Pd, dopo la riflessione della parlamentare ( leggi anche: Granaiola a Dati: “Basta con le polemicucce”) a inviare alla stampa la sua replica che riportiamo integralmente: “Cara Manuela, ho posto un problema politico oggettivo: la situazione drammatica della città chiede che sia eletto un buon sindaco, onesto, serio, che conosca le difficoltà ma anche le potenzialità della città, che sappia coinvolgere la cittadinanza e avere un collegamento collaborativo con Regione e Governo. Ma ciò non basta, sarà necessaria anche una maggioranza stabile, solida, che regga per cinque anni alla difficile prova di governo che ci attende. Leggo una tua scomposta reazione, un attacco personale a me, peraltro confuso e contraddittorio. Non ti rispondo su questo piano, perché la mia persona non conta: io non faccio politica di professione, il mio lavoro è un altro, sono solo temporaneamente al servizio della comunità e del PD. Ribadisco però che gli schieramenti troppo ampi, che mettono insieme persone che non hanno niente in comune tra loro, non sono in grado di reggere alla prova difficilissima dei prossimi anni. Non avevo fatto nomi di avversari, proprio perché volevo porre seriamente un problema, evitando la polemica elettoralistica ma, visto che ti sei sentita chiamata in causa, non ho difficoltà a dirti che quella di cui fai parte, a sostegno di Del Ghingaro, appare davvero la compagine più scombiccherata di tutti: attorno a alcuni professionisti del potere di vecchia data, alcuni dei quali se ne stanno “coperti” (altro che “si cambia”, sono sempre i soliti!) avete messo insieme un po’ di fascisti, che il 25 aprile pensano bene di pubblicare le foto di Mussolini e della Decima Mas, insieme con un ex vicesindaco di Sel, la Lista di Rossella Martina con quella di Gifuni e De Stefano e infine i fuoriusciti dal PD, che per ragioni personali desiderano la sconfitta del Partito Democratico. Io non penso che un agglomerato del genere possa governare la città, in particolar modo nelle condizioni in cui si trova, che richiedono umiltà, disponibilità e partecipazione e non invece la solita preminenza della voglia di potere e delle vendette “contro”. Di queste, io credo, i cittadini sono giustamente stufi”.

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