“E’ immorale, nel dissesto, vedere dei candidati a sindaco sperperare denaro”

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VIAREGGIO – “Se c’è una cosa che giudichiamo immorale, in tempi di crisi come questi e con una città al dissesto, è vedere dei candidati a sindaco sperperare enormi cifre di denaro. La nostra campagna elettorale si baserà sulle idee spiegate con il porta a porta. Non possiamo e non vogliamo cadere in questa sconcia pratica di spendere somme di denaro eccessive mentre i nostri concittadini faticano ad arrivare alla fine del mese”. E’ a firma di Repubblica Viareggina per i beni comuni, la lista della coalizione del candidato sindaco della sinistra, avvocato Filippo Antonini, la nota stampa che pubblichiamo integralmente: “Pensiamo, inoltre, che la campagna elettorale deve basarsi sul confronto delle idee e dei programmi e non sull’immagine, più o meno effiera, di un candidato. L’uomo solo al comando non ci piace preferiamo la partecipazione e il protagonismo dei cittadini. Viareggio non ha bisogno di salvatori della patria e nemmeno di un papa straniero. Giorgio Del Ghingaro promette cose che non sarà in grado di mantenere. Viareggio non è Capannori e lui non è un uomo nuovo come cerca di voler apparire. Non dimentichiamo che ha in tasca la tessere del PD, che aveva già lasciato quel partito per poi fare retromarcia e rientravi. A gennaio, poi, annunciava di volersi candidare alle regionali ma dopo quindici giorni cambiava idea. Insomma Del ghingaro conosce bene le lingue: dal politichese, al populismo ma dubitiamo che se sia in grado di imparare il viareggino. Se poi ad insegnarglielo devono essere le persone di cui s’è circondato come la senatrice Granaiola, l’avvocato Miracolo, e adesso anche l’architetto della Finedil Belluomini c’è solo da preoccuparsi. Del Ghingaro non può rappresentare il cambiamento perchè è sostenuto da esponenti di quel partito che a Roma ha votato il Job Act e a Viareggio ha portato la città al dissesto. Dietro le maschere delle liste civiche si nasconde il volto del PD. Un PD diviso, come è divisa la destra, pronti però, poi, a rimettersi tutti insieme al secondo turno per spartirsi bende e prebende. Infine chiediamo a Del Ghingaro cosa farebbe se non dovesse vincere le elezioni e divenire un semplice consigliere di opposizione. Verrebbe a Viareggio a fare l’opposizione rispettando gli impegni presi con gli elettori, tornerebbe a Capannori o si lancerebbe in un’altra sfida?”.

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