Giuseppe De Stefano attacca Dati: “Viaggia verso un rovinoso precipizio”

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VIAREGGIO – “L’assemblea del Circolo Socialista Giorgetti del 12 maggio ha approvato i bilanci, senza debiti e crediti, del 2012/14 e confermato presidente Giuseppe De Stefano fino al 2017”. E lo stesso De Stefano a scriverlo in una nota che pubblichiamo integralmente: “Rievocate le vicende dei socialisti in Città e l’ottima amministrazione del Sen. Paolo Barsacchi, ricordato che nel 94 dei 700 iscritti delle sezioni Centro, Levante, M. Polo e T. del L. solo 26 rinnovarono la tessera e decisero la soppressione di tutte le sezioni socialiste cittadine.  Questi chiesero al Congresso Nazionale del PSI di sciogliere la sede di Viareggio e l’adesione alla Federazione Laburista ai cui lavori inviarono Carlo Carli, Moreno Bucci e G. De Stefano. Il Circolo nacque a dicembre 95 per salvaguardare < i valori e gli ideali del socialismo che mantengono la loro valenza politica e sociale per l’oggi e per il futuro in Italia ed in Europa>. De Stefano esibisce, commosso, le sue tessere del PSI dal 1960 al 94 e rammenta di essere stato segretario dei Laburisti in Città fino alle Assise di Firenze della Cosa2, voluta da M. D’Alema, ai cui lavori egli partecipò. Ricorda che nel 98 i socialisti lo eleggono Consigliere Comunale. Confluisce dal primo momento con Veltroni ed è socio fondante del PD. Con gli ideali di sempre, egli ha sostenuto fin dalla prima ora Matteo Renzi ed ai gazebi sono stati 2000 a seguirlo. Il Dati e la Senatrice brindano a Bersani restato titolare della “DITTA”. Ora i due sono su fronti opposti per oscuri motivi. Il Dati è folgorato dal verbo renziano, come S. Paolo a Damasco. Saltato sul carro del vincitore all’ultimo tuffo, con i metodi che gli sono consoni di vetero comunista, con la sua miopia politica, con assenza di cultura democratica ed autoritarismo a bizzeffe, ha sfrattato i Pittelliani (Gifuni, Miracolo e De Stefano) dagli organi del PD e lo ha commissariato. Egli ha nutrito ed ha tuttora un’avversione viscerale nei confronti dei socialisti, come Peppino De Stefano, e o dei moderati come Paola Gifuni. Questi due, agli occhi del Dati hanno la colpa di avere parenti, amici, conoscenti e conterranei che li seguono nel PD. Sono detti iscritti che ai congressi hanno votato le liste Made in Versilia o Laboratorio Democratico e resogli impossibile fare un’abbuffata di potere e poltrone. Da qui nasce l’accusa di “signore delle tessere” nei confronti di De Stefano. Ma il politico Dati compie errori su errori. Vieta le primarie ed impone una candidatura non condivisa da oltre metà PD. Minaccia sanzioni ed epurazione dei Pittelliani ed apre un’autostrada alla coraggiosa e determinata Paola Gifuni e al coriaceo ed abile G. De Stefano su cui far corre la lista “Viareggio Democratica” dai medesimi allestita in quattro e quattr’otto che impallinerà il Poletti toltogli una marea di voti renziani. È di questi giorni la denuncia sulla stampa su presunti disimpegni nel campo Poletti e diserzioni pro Del Ghingaro di maggiorenti del PD. A Poletti nulla giova l’iniezione rianimante di una pseudo autorità cuperliana al di la della “fossa”. Come non bastassero gli sbagli già compiuti il Dati si concede il lusso di respingere in pubblico il voto che ad un bar di P.za Cavour il De Stefano e la sua lista offrono al Presidente Rossi in presenza del medesimo. Ormai è lampante che Dati viaggia verso un rovinoso precipizio e vi trascina il vecchio apparato mangione e maneggione di VIA REGIA. Il PD da questa brutta avventura si riprenderà. Del Ghingaro sindaco PD di Viareggio e tanti eletti PD in “ Viareggio Democratica” lo appacificheranno”

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