Guerini a Viareggio per Poletti: “Non ci serve l’OPA di Giorgio Del Ghingaro”

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VIAREGGIO – “L’astensionismo e il rifiuto della politica possono tradursi in un rifiuto delle pratiche democratiche. L’unico antidoto che funziona contro questa deriva è la ‘buona politica’, fatta di partecipazione, rinnovamento e decisioni consapevoli. L’elezione di Luca Poletti a sindaco di Viareggio è l’occasione per scrivere qui ed ora una pagina di buona politica”. Lo ha detto Lorenzo Guerini, vicesegretario nazionale del Pd, venuto a Viareggio questa mattina per sostenere la candidatura di Poletti. Il numero due del Partito democratico è stato per 10 anni sindaco di Lodi e dunque conosce bene il lavoro di amministratore locale. “Bisogna saper parlare ai cittadini – spiega ai giornalisti della tv e della carta stampata – soprattutto occorre essere calati all’interno della comunità locale e saper promuovere il protagonismo dei cittadini. Quello di cui non abbiamo bisogno è un’Opa su Viareggio”, aggiunge con evidente riferimento alla candidatura di Del Ghingaro.

Quanto al supposto “derby” all’interno del Pd, per Guerini le cose stanno in modo diverso. “Il Pd riconosce un solo candidato nelle elezioni per la scelta del nuovo sindaco di Viareggio e questo è Luca Poletti. Non serve il fumo, sono dannose operazioni ambigue e dopate dal punto di vista politico: i candidati si devono presentare per quello che sono, anche perché il Pd non è un autobus su cui salire o scendere secondo le esigenze del momento”.

Rispondendo alle domande dei giornalisti, Guerini osserva che il ballottaggio non è il secondo tempo di una partita di calcio, ma una partita nuova, nella quale si ricomincia da zero, dunque non giudica preoccupante lo svantaggio di circa 10 punti percentuali registrato al primo turno: “Alla fine i cittadini riescono a comprendere di chi possono fidarsi”.

Gli fa eco Luca Poletti: “Al primo turno ho scontato una sfiducia nei confronti del Pd. In questi ultimi giorni ho posto l’accento sulla mia persona. Viareggio ha bisogno di un sindaco che parli con la gente, non sia distante e irraggiungibile, sia capace di governare e restituisca la fiducia dei viareggini in loro stessi e nella loro città. Quella persona sono io. La coalizione avversaria è un insieme eterogeneo del quale non si capiscono le motivazioni politiche: ci sono persone che si sono distinte per l’avversione nei confronti del Pd, esponenti del Partito democratico che mostrano di considerare le elezioni come delle primarie, e persino rappresentanti della destra”.

Alla domanda se il governo saprà venire in aiuto di Viareggio, Lorenzo Guerini risponde così: “Ci metteremo al lavoro da lunedì prossimo, ma nell’ambito istituzionalmente corretto. Non mi pare appropriata la categoria delle ‘amicizie politiche’, anche se una coincidenza di vedute ideali e programmatiche può evidentemente essere utile”.

In conclusione Poletti ha rivolto un invito al suo avversario perché renda nota la lista dei suoi finanziatori: “Io l’ho fatto, mi auguro che anche lui soddisfi questa esigenza di trasparenza. Mi piacerebbe anche misurarmi nuovamente con Del Ghingaro in un confronto televisivo. Ma purtroppo lui non ha dato la disponibilità, anche se aveva detto di essere pronto ad affrontare fino a 46 duelli davanti alle telecamere”. Sulle anticipazioni di stampa riguardo alla composizione della giunta, Poletti taglia corto: “Un assessore l’ho annunciato, ed è Alberto D’Alessandro. Altre illazioni sono prive di fondamento”.

 

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