In piazza per una scuola pubblica di qualità, Antonini: “Noi c’eravamo”

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VIAREGGIO – “Contro la “buona scuola” del governo Renzi, al fianco degli insegnanti e degli studenti che reclamano un’istruzione di qualità e non mercificata, noi di Viareggio Bene Comune abbiamo partecipato in massa al flash mob di stamani in piazza Mazzini. Anche noi siamo genitori, insegnanti e cittadini e siamo convinti che la scuola sia un bene primario da tutelare, un luogo dove si formano le coscienze, si insegna la convivenza, si educa all’uguaglianza dei diritti nella diversità delle opinioni”. Filippo Antonini, candidato a sindaco della sinistra era in piazza e questo è il suo commento. “Conosciamo purtroppo la realtà quotidiana delle nostre scuole: alunni e studenti costretti a subire continui cambi di insegnanti, nomine effettuate ad anno scolastico inoltrato, edifici non a norma, controsoffitti che cadono, murature esterne che cedono e ingressi transennati, insegnanti di sostegno insufficienti, iniziative sportive tagliate, impianti inesistenti – aggiunge -:” Per questo, l’ennesima riforma non ci piace, come non piace ai sindacati che, per la prima volta dopo sette anni, oggi si ritrovano tutti insieme a contestarla. Una riforma che regala soldi e possibilità di finanziamento alle scuole private, che taglia fuori migliaia di precari delle scuole dell’infanzia e non tiene conto dell’esperienza maturata dagli insegnanti che hanno conseguito l’abilitazione con il Tfa (Tirocinio formativo attivo) e il Pas (Percorso speciale abilitante). Una riforma che introduce la figura del preside manager, o sceriffo, che addirittura dovrebbe premiare gli insegnanti “più bravi” con aumenti di stipendio al di fuori del contratto nazionale di lavoro. I presidi dotati “di superpoteri” potranno scegliersi arbitrariamente i docenti dalle graduatorie. Quale idea di scuola si nasconde dietro questi provvedimenti retrogradi spacciati invece per moderni? Qui si torna indietro invece di andare avanti! Si torna ad una scuola di serie A contrapposta alla scuola di serie B, si torna ai favori, grazie agli sgravi fiscali, per le famiglie che scelgono la scuola privata, si torna alla mercificazione legata al fantomatico “mercato del lavoro”. Se oggi “tutti sono contro la buona scuola di Renzi” noi, nella nostra pratica quotidiana, eravamo e siamo attivi nei comitati e in tutte le sedi dove si contestano certi provvedimenti e le idee che ne stanno alla base. Lo sanno, i vari esponenti del Pd e delle altre forze politiche della maggioranza di governo che il responsabile di tutto ciò è il loro partito? E’ inutile che cerchiate ora di smarcarvi o magari di farvi vedere al flash mob: se questa riforma diventerà legge, la colpa sarà dei vostri rappresentanti in Parlamento, quelli stessi deputati e senatori che votano sì ai tagli ai trasferimenti statali, mentre finanziano le “grandi opere” che servono solo a fare scempio dei territori e del concetto stesso di democrazia. Su questa parola, “democrazia”, concludiamo citando Piero Calamandrei. A questo deve servire la democrazia, permettere ad ogni uomo degno di avere la sua parte di sole e di dignità. Ma questo può farlo soltanto la scuola, la quale è il complemento necessario del suffragio universale. La scuola, che ha proprio questo carattere in alto senso politico, perché solo essa può aiutare a scegliere, essa sola può aiutare a creare le persone degne di essere scelte, che affiorino da tutti i ceti sociali. Vedete, questa immagine è consacrata in un articolo della Costituzione, sia pure con una formula meno immaginosa. È l’art. 34, in cui è detto: “La scuola è aperta a tutti. I capaci ed i meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi”. Questo è l’articolo più importante della nostra Costituzione. Bisogna rendersi conto del valore politico e sociale di questo articolo”.

 

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