In tanti all’inaugurazione della sede elettorale di Filippo Antonini

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VIAREGGIO – (di Stefano Piccolomini) – Folla delle grandi occasioni all’inaugurazione del comitato elettorale per “Filippo Antonini sindaco”. Almeno un centinaio di persone si sono ritrovate, ieri pomeriggio, nei locali che, fino ad un paio di anni fa, erano occupati dalla libreria Fahrenheit 451, proprio di fronte al palazzo della Misericordia.

Una densità di sedi, con l’apertura di ieri, che trasforma il triangolo via Garibaldi (Del Ghingaro), via Battisti (Poletti) e appunto via Cavallotti nei nuovi Navigli milanesi anni settanta, in salsa, o meglio cacciucco, viareggina.

Tanti giovani, il dato più significativo, ma anche importanti figure di comitati locali e organizzazioni politiche, dirigenti di società sportive, artisti non sono voluti mancare all’evento di ieri di presentazione della coalizione che unisce “dato importantissimo per la sinistra – come ricorda Antonini – che altrimenti avrebbe rischiato di trovarsi fuori dal consiglio comunale”, i movimenti sociali riuniti in “Repubblica viareggina”, Sinistra e Libertà e il Partito della Rifondazione Comunista.

“Le nostre liste – continua Antonini – sono formate da persone che, da anni, si impegnano nel sociale e sono ben radicate sul territorio. Noi pensiamo di avere le capacità di amministrare la città: dobbiamo lavorare ad un cambio di marcia per la città di Viareggio che gli permetta di uscire dalla crisi”.

No alle partecipate, no alle rendite di posizione, no alla svendita della città ma partecipazione diretta dei cittadini. Questa la ricetta, in estrema sintesi, con la quale l’avvocato Filippo Antonini e compagni proveranno a dar del filo da torcere alle corazzate della politica nostrana.

“L’interesse e la partecipazione intorno alla nostra coalizione sta crescend – ribadisce Antonini -, malgrado il fatto che ci confrontiamo con delle vere e proprie “potenze” elettorali, in grado di disporre di mezzi economici e sponsor politici significativi. Noi andiamo avanti ancora più convinti perché se, senza mezzi né risorse, riusciamo a fare già così tanto, allora vuol dire che saremo in grado anche di amministrare questo Comune!”

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