Lami: “L’accordo con Antonini è unilaterale, costruiremo una lista alternativa”

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VIAREGGIO –  Speriamo che abbia ragione il filosofo tedesco Friedrich Nietzsche quando scriveva che “Bisogna avere ancora un caos dentro di sé per partorire una stella danzante”. Il caos non manca in questa tornata elettorale viareggina con coalizioni che si formano e si disintegrano; balzelli a destra e manca; candidature prima annunciate e poi ritirate e guerra intestina all’interno dei partiti.

Oggi a iniettare nuovo “veleno” in questa campagna è il segretario del circolo “Manfredini” del partito della Rifondazione Comunista, il circolo che, fino a pochi mesi fa, esprimeva un consigliere di maggioranza, Emiliano Favilla, ed era, a pieno titolo, tra i pasdaran del “Betti pensiero”.

A questo giro, commissariata la federazione direttamente dal nazionale del partito di Paolo Ferrero, si è scelta la linea “Caprili”, l’altro circolo cittadino, da sempre critico con il centrosinistra: no al PD e partecipazione alla lista “Repubblica viareggina” che sostiene Filippo Antonini.

Ma Gualtiero Lami, segretario del commissariato partito di via S.Martino non ci sta e a nome della rediviva Federazione della Sinistra, costruita assieme ai comunisti italiani locali, l’ex assessore Lazzerini e l’ex presidente della Viareggio Porto, Frosini, per intendersi, annuncia la loro partecipazione alla tornata elettorale, decretando, de facto, la loro uscita dal partito: “Ci presentiamo alle prossime elezioni per confermare il nostro buon operato, non solo in favore degli ultimi ma anche nell’interesse e per la salvaguardia di tutti i cittadini. Abbiamo lavorato fino a ieri per l’unità della sinistra, senza veti ed esclusioni, ma oggi, purtroppo, occorre fare il punto, con realismo, sulla situazione che si è creata: una frattura insanabile tra i due xircoli  del P.R.C a Viareggio.

Contrariamente al metodo seguito finora e cioè: i circoli si incontrano, discutono fra loro e realizzano un programma, dibattono su alleanze, candidato Sindaco e candidati consiglieri. Se fra i circoli non vi è accordo la questione viene sottoposta al comitato politico federale, poi i due circoli, assieme, incontrano i possibili alleati. Se viene raggiunta un’intesa, tutte le forze della coalizione costituita elaborano un nuovo programma condiviso. In questo processo ci pare siano contenute le semplici regole democratiche che disciplinano la vita interna di un partito, di una associazione, di una comunità o di una nazione”.

“L’accordo in sostegno di Antonini – attacca l’ex membro della Fondazione Carnevale – è stato unilateralmente siglato, come apparso sulla stampa. Al mercato di Viareggio, giovedi scorso, venivano distribuiti volantini con estratti del programma che portavano ben visibile il simbolo di Rifondazione Comunista, malgrado l’esclusione della parte storica di questo partito.

Con un comportamento opposto e rispettoso delle regole, il circolo Manfredini aveva invece invitato i rappresentanti del Caprili agli incontri con il Partito dei Comunisti Italiani e personaggi indipendenti di una sinistra diffusa, al fine di concordare un percorso comune,  ricevendone sistematici rifiuti. Con metodi inaccettabili, persecutori, umilianti e con toni da “caccia alle streghe”, indegni della Sinistra che noi amiamo, siamo stati indicati in modo diffamatorio sulla stampa da persone che si autodefiniscono “rappresentanti di una sinistra pura”. I fatti sono avvenuti nella fase precommissariale e, successivamente, si sono ripetuti alla presenza, tacitamente consenziente, della commissaria Monica Sgherri.

Al circolo Manfredini e ai compagni dei Comunisti Italiani sono stati posti veti e richieste di pubbliche abiure”.

Sembra chiara dalle parole del segretario del circolo un possibile approdo dalle parti di Poletti con una lista di “sinistra” a sostegno del candidato democratico: “Queste sono le ragioni che ci costringono a intraprendere un percorso alternativo, ma democratico, aperto a tutte le forze della sinistra, senza preclusione alcuna, che condividano i nostri obiettivi: la difesa del lavoro e dei posti di lavoro; dello stato sociale, con particolare riguardo agli anziani, alla prima infanzia e tutte le categorie più deboli. In questa situazione di grave dissesto non rinunciamo alla salvaguardia delle radici culturali della nostra città, contro la svendita del suo patrimonio artistico ed economico”.

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