Lorenzo Pardi scrive ai due candidati a sindaco, risponde Luca Poletti

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VIAREGGIO – Lorenzo Pardi, cittadino ed elettore di Viareggio, giorni addietro ha posto ai due candidati sindaco che domenica prossima si sfideranno al ballottaggio, una serie di domande, riguardanti vari temi cittadini, e oggi, dall’ufficio stampa di Luca Poletti, arrivano le risposte.

Sembra che il nuovo presidente cinese proprietario della Salov voglia incontrare il nuovo sindaco: cosa gli proporrete per la zona ex Salov – piazza Largo Risorgimento visto che entrambi in campagna elettorale avevate tra i primi punti il regolamento urbanistico?

La Salov è già stata oggetto di vari progetti. Il problema è però di metodo quando si parla di un’area così importante per il futuro di Viareggio. Fare un piano significa proprio avere una visione strategica nell’interesse generale, definito con la partecipazione della città. Il Piano quindi non deve essere la somma di decisioni private o di trattative più o meno trasparenti su porzioni urbane dove si concentrano gli interessi immobiliari. L’area della Salov sarà quindi uno dei motori significativi del processo di rigenerazione urbana che punta a superare l’idea di periferia realizzando nuove centralità. Inoltre di riqualificazione ambientale, essendo lungo il canale che immette nel Parco di Migliarino San Rossore Massaciuccoli, uno dei più bei luoghi, trascurato e mal ridotto, ma che ha ancora un grande fascino e attrattiva. Sicuramente l’occasione della Salov produrrà un pezzo di città recuperata e il piacere di solcare in canoa la Burlamacca e di trovarsi in un ambiente speciale, finalmente mantenuto e riqualificato: il padule con i suoi cestoni da pesca e il suo paesaggio unico.

 2) Il porto: siete entrambi a conoscenza del fatto che Viareggio ha una nuova variante al PRP e che l’autorità portuale ne è a conoscenza… Come volete affrontare il problema del porto ? Avete una linea programmatica dei lavori da svolgere? Le concessioni?

Serve un nuovo piano regolatore portuale, perché quello che c’è ormai è superato, risale all’anno prima della crisi. La bussola per il nuovo piano è l’armonizzazione delle componenti storiche che hanno fatto la ricchezza del porto di Viareggio: industria cantieristica (con il vasto indotto di aziende artigiane), diporto, pesca e la cosiddetta piccola nautica o nautica sociale. Ogni componente dovrà essere messa in grado di esprimere le proprie potenzialità. Bisogna puntare sui megayacht perché danno lavoro e ricchezza; garantire il tenimento del fondale ad almeno 4,50 metri per consentire il regolare accesso al porto; finire il nuovo mercato ittico; provvedere ai servizi in banchina per la nautica da diporto. Questi obiettivi possono essere raggiunti attraverso un accordo di programma con la Regione Toscana, che ha già dichiarato la propria disponibilità a investire nel porto di Viareggio, come ha già fatto a Piombino e sta facendo a Livorno. Altro punto fermo e importante è il tentativo di evitare il fallimento della Viareggio Porto per non perdere, o peggio svendere, le concessioni. In generale il criterio di affidamento delle concessioni da parte dell’autorità portuale deve essere quello della produttività: le aree vanno a chi è in grado di creare occupazione, senza concedere spazi alla rendita parassitaria.

 3) Gaia : siete disposti per la cittadinanza a farvi portavoce affinché l’acqua diventi pubblica e il debito che ha Gaia con il comune venga al più presto riscosso ? 22.000.000 di euro, sono più dei soldi necessari per rifare il porto!

Per quanto riguarda Gaia il sindaco si troverà a gestire la situazione in un quadro legislativo nazionale e regionale. Gaia è una società totalmente pubblica a differenza di tutte le altre società toscane. La sua concessione scadrà nel 2034. L’assemblea di ambito ha approvato un piano di rientro per la restituzione del debito ai comuni in 7 anni. Se sarò eletto sindaco lavorerò perché si creino le condizioni affinché l’affidamento all’eventuale gestore unico (previsto per il 2021) faccia riferimento ad una società interamente pubblica. Inoltre lavorerò affinché la società avvii un piano di riorganizzazione finanziaria per evitare che aumentino le tariffe anche in presenza della diminuzione dei consumi.

4) Chi di voi terrà la tessera del Pd e chi la butterà? Siete coscienti che lo stesso partito non può stare sia ad amministrare che all’opposizione?

Io sono cosciente del fatto di essere il candidato del Partito democratico a Viareggio. Se guardate nella scheda elettorale, anche quella del ballottaggio, vedrete che sotto il mio nome c’è il simbolo del Pd, insieme a quelli della Federazione di sinistra e della lista civica Viva Viareggio Viva. Non altrettanto si può dire per il mio avversario al ballottaggio. E’ vero che ci sono esponenti ex Pd o del Pd in cerca di rinnovo della tessera nel campo di Del Ghingaro, come del resto la senatrice Manuela Granaiola. Mi auguro che il partito sappia fare chiarezza applicando quanto previsto dallo statuto del Partito Democratico. Per quello che mi riguarda ho già detto che non farò nessun accordo, neppure dopo le elezioni, con Del Ghingaro e il suo schieramento. Anche se dovessi essere sconfitto – ma sono certo che ciò non avverrà, perché confido nel buon senso della maggioranza dei viareggini – confermo che mi dedicherei a fare un’opposizione senza sconti.

 5) Avete già pensato ad un piano urbanistico che non sia già stato preso in esame dalle giunte precedenti in modo da essere approvato in consiglio comunale?

Il piano urbanistico predisposto dalla precedente amministrazione comunale e non approvato può rappresentare una buona base di partenza perché è ispirato a un concetto di città sostenibile ed esclude ulteriori cementificazioni. Le mie idee sono note: credo che sia necessario delimitare bene il confine urbano in modo da evitare ulteriore consumo di territorio. A Viareggio si è costruito molto, probabilmente troppo. Per quello che riguarda la cerchia urbana, escludo nuovi incrementi di volumetrie mentre sono favorevole alle ristrutturazioni e alla rimessa in efficienza di quello che già abbiamo. Questo può creare occasioni di lavoro senza aumentare il carico urbanistico già abbastanza pesante.

 

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