“Ma… è una buona scuola?”

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VIAREGGIO – “La buona scuola. Questo è il nome ammiccante della riforma del governo Renzi, ma in realtà di buono non ha nulla. Contestata da tutte le sigle sindacali degli insegnanti e da genitori che in tutta Italia stanno scendendo in piazza, la riforma punta a delegittimare la scuola pubblica in favore di quella privata e ad introdurre elementi di discriminazione e di autoritarismo in un’istituzione che invece, secondo quanto stabilisce la Costituzione, deve essere democratica e egualitaria”.  Lo afferma il candidato sindaco della sinistra, avvocato Filippo Antonini che aggiunge: ” Ma noi ci chiediamo ora con che faccia i “nostri” deputati e senatori di zona, di qualsiasi forza politica ma soprattutto del Partito Democratico, vengano a fare campagna elettorale promettendo e dando consigli ad insegnanti e genitori sul futuro delle scuole cittadine, quando poi in Parlamento votano i provvedimenti in ossequio ai partiti di appartenenza.  Come voteranno, ad esempio, i vari Granaiola e Marcucci che sono schierati (davvero o per finta) per candidati contrapposti (Del Ghingaro e Poletti) ma che sono entrambi tesserati PD? In città fanno promesse ma a Roma votano si a tutte le leggi che sottraggono risorse agli enti locali, che mettono a rischio i posti di lavoro nelle cooperative, che tolgono diritti ai lavoratori (Jobs Act), che stravolgono il sistema elettorale (Italicum). Noiabbiamo partecipato alla Catena Umana organizzata dal coordinamento delle scuole della Versilia perché sosteniamo questa battaglia, innanzitutto perché siamo genitori, insegnanti, lavoratori. Al fianco di chi lotta, per difendere i servizi pubblici e i principi costituzionali”.

Mercoledì 27 maggio, nel pomeriggio, lungo la passeggiata di Viareggio gli insegnanti e i lavoratori della scuola del Coordinamento Scuole della Versilia hanno organizzato un flash mob per dire ‘No’ alla riforma della scuola del Governo Renzi, rinominata “Cattiva Scuola”. Indossando delle pettorine catarifrangenti sono sfilati oltre 250 tra lavoratori delle scuole della Versilia, genitori, studenti, cittadini e forze sindacali. Una lunga catena umana arrivata dal molo fino a Piazza Mazzini, a simboleggiare un lungo abbraccio alla scuola pubblica. La vera ‘buona scuola’: democratica, partecipata, condivisa, libera, solidale e inclusiva.
Lo hanno fatto perché il Governo Renzi e il Partito Democratico, ignorando ancora una volta il parere dei cittadini, vogliono imporre al paese e al Parlamento il Disegno di Legge soprannominato “Buona Scuola”. Una controriforma pessima che aggraverà pesantemente la situazione della Scuola Pubblica, senza risolvere alcun problema, fatta contro il parere di tutto il mondo della scuola, che il 5 maggio ha aderito allo sciopero più massiccio della scuola mai visto e che lo stesso giorno è sceso in piazza a manifestare in tutta Italia, insieme a tantissimi cittadini. Un provvedimento criticato da tutto il mondo della scuola perché non investe sufficienti risorse nella Scuola Pubblica, ma finanzia le scuole private e stravolge il ruolo stesso della scuola. Introduce la figura del Preside-Padrone che in maniera del tutto arbitraria sceglie chi insegna nella propria scuola e valuta chi sono i pochi “meritevoli” cui assegnare gli aumenti di stipendio, oltre a decidere la didattica. Le aziende potranno finanziare le scuole controllandone la didattica, mentre si prevede il finanziamento delle singole scuole da parte di famiglie ed imprese (mentre non si assicurano le risorse dello stato), con la conseguente creazione di poche scuole di serie A con molti fondi e di molte scuole di serie B sottofinanziate. Agli studenti verrà imposto il lavoro gratuito in azienda per moltissime ore e senza nessuna garanzia formativa. Vengono tagliati altri 2.000 lavoratori del personale ATA, mentre per oltre 150.000 precari si prevede un’espulsione di massa dalla scuola, dopo anni di insegnamento e costosi corsi di abilitazione. I neoassunti saranno insegnanti di serie B senza diritti: destinati a fare supplenze e ad insegnare materie su cui non sono abilitati, sempre sotto ricatto del licenziamento. Un progetto di scuola autoritaria e aziendalista, da rigettare nel suo complesso, che distruggerà la Scuola Pubblica se non sarà fermato. Ben altre sarebbero le misure capaci di garantire una Scuola Pubblica di qualità per tutti: massicci finanziamenti alla Scuola Pubblica, al livello dei paesi più avanzati, da investire in edilizia e strutture e nell’ampliamento dell’organico, a cominciare dalla stabilizzazione di tutti i precari che lavorano da anni nella scuola. Solo così sarà possibile migliorare la qualità della didattica e ridurre gli alunni per classe. Una scuola più democratica e senza padroni assoluti, dove la libertà di insegnamento sia salvaguardata. Per questo tanti lavoratori della scuola e cittadini hanno sfilato oggi a Viareggio, aggiungendosi alle moltissime mobilitazioni del mondo della scuola che si stanno svolgendo in tutta Italia. E il Coordinamento Scuole della Versilia dà appuntamento al giorno dopo, oggi giovedi 28 maggio alle 21 alla Sala della Circoscrizione Marco Polo (in via Repaci) per l’Assemblea Cittadina dove saranno spiegate ai cittadini le ragioni della protesta ed i contenuti del Disegno di Legge sulla scuola del Governo Renzi. Nel corso dell’assemblea si parlerà anche dei pesanti effetti del disegno di legge sul sostegno alla disabilità e sulle scuole dell’infanzia.

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