“Nella città di Viareggio l’omofobia non ha cittadinanza e mai dovrà averla”

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VIAREGGIO – “Nella città di Viareggio l’omofobia non ha cittadinanza e mai dovrà averla”. Un proclama che non sono solo parole, ma fatti, e dove ogni forma di discriminazione dovrà essere stroncata sul nascere. “Per questo – scrivono da Repubblica Viareggina, la coalizione del candidato sindaco Filippo Antonini – rispondiamo alla giusta sollecitazione di alcuni cittadini che rimproveravano i candidati a sindaco di non essere abbastanza attenti ai diritti degli omosessuali  ( leggi anche: “Nessun candidato sta pensando agli omossessuali”): La lista Repubblica Viareggina per i beni comuni, che sostiene la candidatura di Filippo Antonini a sindaco, ritiene di avere la giusta sensibilità e gli strumenti in regola per cimentarsi su simili problematiche. Le lotte femministe, la libertà sessuale e le lotte dei soggetti LGTB fanno parte del patrimonio delle compagne e dei compagni della nostra lista. I gay pride portano numerose presenze per il turismo che vogliono dire anche un notevole ritorno economico. Non si tratta, quindi, solo di una scelta di civiltà ma anche di un apertura strategica verso un turismo giovane e libertario che in passato ha dato e può ridare molto alla nostra città. Crediamo, tuttavia, che vadano evitate zone specifiche dove concentrare i locali LGBT ma che debbano essere sparsi in varie parti della città. Sia per evitare ghettizzazioni, sia per rispettare le esigenze del parco naturale. Tra i divieti assoluti sulla Marina di Torre del Lago e il concentrare tutto in quella zona crediamo che esista una via di mezzo che può e deve essere trovata. In attesa, intanto, che lo stato italiano diventi più moderno e civile riconoscendo i matrimoni tra persone dello stesso sesso come avviene in quasi tutta Europa pensiamo che la futura amministrazione dovrà trascrivere in un registro i matrimoni avvenuti all’estero. Particolare attenzione e voce dovrà essere data alle associazioni che si occupano di tematiche LGBT, e per questo pensiamo che la soluzione più funzionale sia la costituzione di un forum permanente da tenersi in municipio con la partecipazione di consiglieri comunali, assessori e dirigenti comunali che si occupano di cultura, sociale e pari opportunità sia di vitale importanza. L’idea di partecipazione e condivisione della gestione della città. Più che ad un locale o ad una zona friendly pensiamo che l’intera città dovrebbe essere friendly”.

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