Piazzone primo mercato a rifiuti zero d’Italia: 30% in meno in bolletta

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VIAREGGIO – Il dissesto di Viareggio non ha precedenti in Italia. Del Ghingaro: «Impensabile difendere le passate amministrazioni. Una cosa è certa: io non c’ero»

Il primo mercato a rifiuti zero d’Italia. E’ questa la sfida lanciata da Giorgio Del Ghingaro ai commercianti contro il caro-bollette.

Il candidato sindaco ha spiegato la sua idea ieri sera in piazza Cavour, al “piazzone”, durante un confronto pubblico tra i candidati organizzato dai commercianti.
“Perché applicare una strategia rifiuti zero? Perché si ottengono in breve due semplici risultati: c’è più pulito e si spende meno”, ha spiegato Del Ghingaro.

E proprio il decoro dello storico “piazzone” è tornato più volte al centro del discorso: argomento molto sentito da commercianti che lamentano sporcizia, insicurezza, degrado. Tutte cose che allontanano i clienti che dopo una certa ora non mettono piede allo storico mercato, nonostante le molte eccellenze ancora presenti e che non intendono mollare.

La proposta di Del Ghingaro è semplice: «La strategia Rifiuti zero, non costa nulla e in poco tempo ridarebbe identità alla zona del mercato. Modifichiamo l’accordo con la Sea, rivediamo i regolamento e partiamo proprio da qui, dal mercato di piazza Cavour, con la raccolta porta a porta e vediamo quanto si risparmia in un anno: io vi assicuro che per mia esperienza, riusciamo abbattere del 25-30% la bolletta».

«E’ ovvio poi – ha continuato il candidato sindaco – che servirà una ristrutturazione degli spazi: andranno trovate al più presto le risorse da spendere in un progetto che sia omogeno e integrato nel centro cittadino, in modo da ridare lustro a tutta la zona».

Parlare del dissesto è stato ovviamente inevitabile:
«Il dissesto di Viareggio è un dissesto gravissimo – ha spiegato Del Ghingaro -. Un dissesto che, facendo le dovute proporzioni, ha pochi precedenti in Italia. Non sono certo qui a puntare il dito verso l’una o l’altro amministratore, ma qualcuno dovrà pure averlo provocato, è l’ora di finirla di nascondersi dietro a un dito. Sentire parlare di difesa a spada tratta delle amministrazioni che si sono susseguite in questi anni non solo mi stupisce ma mi fa paura.
Una cosa è certa: io qui prima non c’ero. Se ci sono delle colpe o delle mancanze di sicuro non sono le mie. Basta. Pagina nuova. A Viareggio bisogna aprire porte e finestre: spazio vero alla partecipazione. Un’azione squisitamente civica e soprattutto grande competenza»

Del Ghingaro non ha risparmiato poi alcune stoccate agli altri candidati presenti:
«Riguardo il commercio dobbiamo mettere ordine nel presente e capire dove si vuole andare nel futuro. Attualmente c’è un regolamento comunale datato 2005 con revisione nel 2007 che detta regole chiare e precise ma che con tutta evidenza sono state disattese. Ovviamente chi non rispetta le regole deve essere sanzionato. Ma se la situazione è questa, qui al piazzone ma anche altrove in città, significa che i sindaci per primi non hanno rispettato le regole: non hanno vigilato, non hanno portato avanti un’amministrazione chiara e trasparente».

«Alcuni miei colleghi candidati poi portano avanti la convinzione che a Viareggio per amministrare, basti urlare, sputare sentenze, elencare una serie di menzogne o continuare nelle divisioni partitiche. Niente di più sbagliato: c’è bisogno di un’azione forte, collettiva e trasversale: l’offerta politica fatta alla città deve essere alta. Unità di intenti altrimenti non se ne esce».

«Nella mia passata esperienza decennale da sindaco – ha concluso Giorgio Del Ghingaro – ho imparato che il dovere più importante di un primo cittadino è quello di non abusare delle parole: Viareggio è una città stupenda ma che ha smesso di pensare alla bellezza e all’eleganza. Io dico che c’è bisogno di bellezza ed eleganza anche nella politica. E mi sembra che questa sera siano decisamente mancate».

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