Ricorso al Tar, testimonianze choc all’assemblea al Marco Polo

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VIAREGGIO – ( di Letizia Tassinari ) –  Hanno risposto in tanti all’appello del candidato sindaco Massimiliano Baldini, e oltre un centinaio di cittadini sono intervenuti all’assemblea pubblica al Marco Polo per portare le loro testimonianze, che saranno raccolte nero su bianco, in atti notori da allegare al ricorso al Tar teso a chiedere la sospensiva e riconteggiare tutti i voti, e se del caso anche l’annnullamento della tornata elettorale. “Non un passo indietro, il ricorso è pronto e lo depositeremo entro lunedi – anticipa Massimiliano Baldini assieme al legale a cui si è rivolto -, e se del caso siamo pronti a ricorrere anche al Consiglio di Stato. La mia non vuole essere una battaglia personale, ma per tutta la città”. Poi la spiegazione, ai cittadini, del perchè l’ufficio elettorale centrale, presieduto, ieri, dal giudice Carlo Annarumma e oggi dal giudice Stefano Billet, non ha potuto provvedere a riconteggiare i voti, proclamando il ballottaggio per il 14 giugno tra Giorgio Del Ghingaro e Luca Poletti ( leggi anche: 4 voti recuperati dai verbali, Baldini :”Quanti altri dopo il ricorso al Tar?” ): secondo quanto disposto dalla legge, il Dpr 570 del 196,  l’ufficio centrale elettorale non può aprire i plichi contenenti le schede, il tutto è demandato alla Corte d’Appello, previo ricorso al Tribunale Regionale. Il Tar potrà decidere se sospendere o meno il ballotaggio ma anche rimandare la decisione a dopo la proclamazione del nuovo sindaco, invalidandola se dal riconteggio delle schede risultasse Baldini e non Poletti il candidato con maggiori voti.  Presenti in sala alla circoscrizione del quartiere,  Luca Poletti, passato al ballottaggio contro Giorgio Del Ghingaro, con uno scarto di una manciata di voti rispetto a Massimiliano Baldini, il commissario del Pd avvocato Giuseppe Dati, rappresentanti della lista Viva Viareggio Viva, Alessandro Santini e alcuni dei suoi candidati al Consiglio Comunale, si sono dichiarati pronti a sostenere quella che che è stata definita la battaglia legale per la trasparenza nei confronti di tutti gli elettori. La parola è quindi passata a chi le elezioni ai seggi le ha vissute in prima persona, sia come scrutatore che come rappresentante di lista. Rivelazioni “choc” quelle fatte in pubblico, a partire dal “caso” di un seggio dove sarebbe stata persa, durante lo scrutinio delle regionali, una scheda e, per trovarla, a quanto riferito dal testimone, sarebbe stata aperta l’urna contenente delle comunali che doveva restare sigillata fino al giorno successivo. Poi casi “anomali” di voti e preferenze disgiunte “sparite”, di schede annullate da un presidente, con votazione per alzata di mano, mentre quello del seggio accanto, con casi analoghi, le aveva convalidate, di estranei entrati durante le operazioni di scrutinio, di persone che, “santino” in tasca, avrebbero dato indicazioni di voto all’interno dei seggi, invitando a “crocettare” un candidato piuttosto che un altro, e molto altro ancora. Un caos cosmico, quello rivelato da chi ha assistito allo spoglio, con racconti che rasentano la fantascienza, ma che i testimoni sono pronti a dichiararlo per il ricorso. Poi, come se tutto il resto non bastasse, ad abundantiam, un’ “indagine” eseguita da un legale torrelaghese, l’avvocato Giuliano Pardini, “sparata” apertamente e che ha aperto scenari che definire interrogativi è un eufemismo: da gennaio, all’anagrafe, come riferito,  risulterebbero 683 nuove residenze nel comune, quasi tutti meridionali, rumeni e polacchi, stranieri, questi, comunitari che hanno diritto di voto per le elezioni amminsitrative, di cui oltre la metà sarebbero imprenditori edili. Domani, come annunciato, Matteo Salvini sarà a Viareggio ( leggi anche: Elezioni viareggine e “brogli”, Salvini: “Ci vado in fondo”. Borghi: “Gli piantiamo un casino” ) intenzionato assieme a Claudio Borghi a far emergere quelli che pubblicamente ha definito “brogli”. “Bisogna andare fino in fondo alla vicenda, consentire il riconteggio – commenta un cittadino presente -, altrimenti non sarebbe altro che una grande farsa. Mancano all’appello centinaia di voti che molti candidati si sono visti assegnare in fase di scrutinio (presenti i rappresentanti di lista) e che poi non si trovano nel computo totale della sezione di riferimento. Senza parlare di tutti gli altri “disastri” che coinvolgono verbali e irregolarità varie. Questa storia non può finire qui, qualsiasi cittadino di buonafede deve pretendere che si vada fino in fondo, a rischio c’è la credibilità già quasi nulla della politica e il la possibilità che a governare la città sia un sindaco non legittimato dalle urne”. La parola, tra qualche ora, passerà ai giudici. E se i conti non torneranno… Viareggio, oltre al doppio commmissariamento in pochi anni, passerà alla storia per un altro record.

( foto di Iacopo Giannini )

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