Rifondazione Comunista: “Il rilancio di Viareggio passa da nuove politiche sociali”.

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VIAREGGIO – Una gestione “nuova” della città passa, ovviamente, da un rilancio delle politiche sociali in città. Con queste parole d’ordine si presenta alle amministrative di fine maggio il Partito della Rifondazione Comunista di Viareggio che sostiene, all’interno delle liste di “Repubblica viareggina”, la candidatura a sindaco di Filippo Antonini

Nuove politiche economiche e sociali che stanno a cuore non solo alle forze politiche in corsa per le elezioni ma anche, e soprattutto, ai sindacati e alle associazioni: “Condividiamo – spiegano dal PRC – gran parte delle preoccupazioni espresse dalla CGIL nella presentazione del loro decalogo sul futuro della città. Una città come la nostra che, purtroppo, da troppi anni subisce le conseguenze della crisi, non uscirà dall’impasse mantenendo inalterati balzelli e politiche sociali”.

In primis sono le tasse comunali su casa e rifiuti a finire sotto la lente d’ingrandimento: “E’ necessaria, come si evince anche dalle richieste del sindacato, una rimodulazione in senso più equo delle tasse. Non è pensabile che non si riveda il sistema delle agevolazioni per moltissime famiglie che non riescono ad arrivare alla fine del mese piegando tutto alle esigenze del dissesto”.

Così come, per i dirigenti del partito di Paolo Ferrero, è impensabile un “nuovo corso” che non stia attento alle decine di famiglie che sono senza casa, sono sotto sfratto e aspettano una risposta dalla politica: “Il nostro programma di governo è molto dettagliato ed è il frutto del lavoro dei movimenti che, in questi anni di disinteresse collettivo, hanno permesso a molte persone di non ritrovarsi sotto un ponte”.

Troppi sono gli immobili chiusi in città, spesso pubblici, che non aspettano altro di venire utilizzati: “I flussi di finanziamento per il recupero degli edifici pubblici, per incentivare l’autocostruzione dei cittadini su terreni di proprietà comunale in disuso ci sono, basta saperli cercare e intercettare. Così come dobbiamo smetterla di trattare il palazzo comunale come una torre d’avorio: non ci devono essere pass, porte o portoni. Non dobbiamo avere paura né timore del confronto. Che il comune torni ad essere la casa di tutti i cittadini”.

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