Rifondazione Comunista: “Sulla Lecciona dobbiamo fare di più”

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VIAREGGIO – Che lo stato di dissesto delle casse comunali pesasse sul futuro della città era fuor di dubbio. Resta però il fatto che i cittadini, oltre ad essere pesantemente colpiti da tasse e gabelle, rischiano, in molti casi di non veder nemmeno i propri stipendi arrivare a casa.

E’ il caso dei lavoratori della Lecciona, o meglio dei sette lavoratori rimasti sui 3 km di spiaggia libera dopo anni ed anni di tagli ai finanziamenti per quel settore. “Il servizio offerto dai bagnini che operano alla spiaggia libera – spiegano dal PRC di Viareggio – è essenziale per le migliaia di persone che, ogni fine settimana, riempiono i chilometri di spiaggia free. Tanto più che questi lavoratori non hanno ancora percepito tutte le spettanze del 2014 e non sono sicuri che, per l’estate che sta per cominciare, saranno ancora al loro posto”.

Dei veri e propri “angeli del mare” che, solo nell’ultimo anno hanno svolto 13 interventi di salvataggio e moltissime azioni preventive che hanno evitato il peggio.

“Ci impegniamo – aggiunge la segretaria Roberta Natucci – a lavorare, in tutte le direzioni, per reperire i fondi al fine di mantenere in vita un servizio essenziale per la comunità e per le decine e decine di attività, penso ai campeggi e agli hotel che sia affacciano sulla pineta, che usufruiscono del lavoro dei bagnini. Non è pensabile che non si trovino 48.000 €, il minimo sindacale, per pagare gli stipendi e allestire le postazioni. Senza pensare che, se vogliamo veramente cambiare di passo in questa città e venire incontro alle esigenze delle famiglie colpite dalla crisi, dovremmo fare un investimento ben più corposo sulle spiagge aperte a tutti”.

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