“Sistemi sovietici”, minacce telefoniche anonime a Gualtiero Lami

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VIAREGGIO – In relazione a quanto è apparso su alcuni organi di stampa ( leggi anche: Lami: “L’accordo con Antonini è unilaterale, costruiremo una … ) riguardo al commissariamento del Circolo Manfredini e alla conseguente mia decadenza dal ruolo di segretario del citato circolo del PRC Viareggio – la nota stampa che pubblichiamo integralmente è a firma di Gualtiero Lami -: mi trovo costretto a rilevare quanto segue:

“Appare quanto mai strano e sicuramente rivelatore dell’attuale confusione politica, ideale e umana, nella quale anche RC è stata condotta. Il fatto che di tali “decisioni” siano, ad oggi, più a conoscenza determinati giornalisti anzichè, come sarebbe normale e giusto, il sottoscritto e gli altri compagni del circolo, direttamente interessati, la dice lunga

Quindi,pur rilevando nuovamente l’assurdità politica e metodologica, vorrei sottolineare l’assoluta mancanza di motivazioni serie a sostegno dell’iter che sarebbe già stato avviato (siamo stati processati in contumacia e senza avvisi di garanzia?) Infatti appare evidente che solo una parte del Partito ha operato nei mesi e nelle settimane passate al di fuori di qualsiasi logica statutaria e questa parte è il Circolo Nilo Caprili il quale,come abbiamo già denunciato ,ha concluso accordi e sviluppato trattative non solo in maniera del tutto privata, ma ha negato l’evidenza più volte e più volte ha operato in modi, ed utilizzando sistemi, assolutamente contrari alla democratica vita interna di un qualsiasi partito e di una qualsiasi comunità politica, infine ha utilizzato questi accordi per scatenare lotte personali e campagne denigratorie nei confronti del sottoscritto e di altri esponenti cittadini di RC, giungendo alla cacciata da riunioni e a richieste di abiure di ogni tipo.

Quindi logica vorrebbe che non noi ma altri dovrebbero essere oggetto dei “provvedimenti annunciati”, anche perchè il nostro percorso è sempre stato inclusivo e abbiamo sempre dovuto sopportare risposte evasive o assolutamente offensive. In realtà il mio Circolo non ha fatto altro che rivendicare il proprio sacrosanto diritto costituzionale al fare politica, al potere in modi e tempi congrui lavorare per la sinistra e per la città: Questo diritto ci è stato palesemente negato, anzi a ben vedere questa sarebbe la colpa che ci viene imputata, non aver chinato il capo e piegato la schiena di fronte agli ai diktat e alle prepotenze del capo di turno… “dell’uomo solo al comando”.
Se questa è la nostra colpa l’accettiamo con orgoglio, ma non possiamo esimerci dall’annunciare,in questo quadro, ricorsi e denunce agli organi di partito per Statuto competenti starà a loro decidere, al di là delle offese e della mera propaganda già in atto, a chi attribuire le responsabilità di questo degrado e chi ha operato da mesi al di fuori delle regole che comunemente ci siamo dati.

Per concludere, purtroppo, non posso non denunciare che, logica conseguenza del clima scientemente creato a seguito della pubblicazione del Comunicato del Circolo Manfredini, già sono partite le inevitabili telefonate anonime, offensive e minatorie, proprio nel rispetto della più alta tradizione democratica e partecipativa della sinistra italiana e viareggina.
Al momento posso solo tentare di stendere un pietoso velo di silenzio su queste devianze e su queste cadute di stile. Non ci hanno, del resto, colti di sorpresa; ce lo aspettavamo e in particolare da certi personaggi ora di sinistra, precedentemente no e domani chissà… il punto, se mai, è che questi atteggiamenti, per alcuni usanze quotidiane, non fanno altro che rafforzare in noi la consapevolezza dell’ineluttabilità di quella che comunque ancora consideriamo una scelta obbligata e sofferta. Metodi democratici, o sistemi sovietici?”.

“Chiaramente questi personaggi hanno agito in maniera anonima – commenta Mario Navari -: “Il coraggio li contraddistingue! Purtroppo questi fatti avvengono in una situazione politica triste, dove l’ avere semplicemente un parere diverso diventa un problema non da affrontare ma da eliminare alla radice. Un clima paradossale dove Lami viene cacciato da una riunione pro Antonini dalla Natucci (segretario dell’ altro circolo del Prc), “cacciata” rivendicata dalla stessa all’ ultima riunione da me convocata alla presenza dei segretari dei circoli versiliesi rimasti esterefatti. Fatto grave comunicato anche alla Sgherri la quale rispose con il silenzio, traducibile nel motto non proprio comunista “me ne frego”. Natucci che esclude un suo compagno di partito e preferisce la lotta con i padani nostrani della Lega Nord di Matteo Salvini all’ interno di un comitato cittadino. Mentre Antonini ha avviato un percorso politico partecipato e inclusivo, alcuni suoi sostenitori insieme alla commissaria Sgherri, hanno escluso, posto veti e richiesto abiure. Per uscire da questo pantano ben venga una lista comunista con i simboli del lavoro, una sinistra che sappia affrontare le proprie criticità senza però annientarsi in simbologie neutre. Caro Lami, nell’ esprimerti la mia solidarietà, ricordo le parole di Don Chisciotte: “Lascia che i cani abbaino Sancho, è il segno che siamo sulla buona strada.”

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