Tassa di soggiorno: ” Investirla in città”

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VIAREGGIO – Il candidato sindaco per Viareggio e Torre del Lago Puccini affronta le amministrative del 31 maggio con realismo.

“Inutile creare false speranze: la tassa di soggiorno non si può cancellare. Però possiamo spenderla bene per la nostra città”: verità e piedi per terra sono i principi della campagna elettorale di Alessandro Santini, candidato sindaco di Viareggio per il partito di Forza Italia alle amministrative del 31 maggio.

Niente false promesse in vista delle elezioni.

“Bene ha fatto il commissario Valerio Massimo Romeo, in una trasmissione tv, a sottolineare che le delibere adottate durante la gestione straordinaria saranno irrevocabili per 5 anni. Promettere, ora, di abolire la tassa di soggiorno – dichiara Santini – equivale ad affermare il falso, a scopi puramente elettorali”.

“Rialziamoci spendendo meglio le risorse che abbiamo e reinvestendo nell’offerta turistica di Viareggio e Torre del Lago Puccini”.

Per il candidato forzista, la cosa da fare nell’immediato è una sola: “Far sì che il sacrificio dei turisti non sia vano – spiega – e spendere bene i proventi dell’imposta, scegliendone la destinazione più opportuna insieme alle categorie economiche. E’ una tassa di scopo e il mio obiettivo è reinvestirla sul territorio, per offrire ai nostri ospiti qualcosa di più, o di meglio, rispetto a quando lo hanno lasciato”. Con una premessa obbligatoria: “Certezza e rigore nella rendicontazione dei proventi – aggiunge Santini – perché non si può investire senza sapere quanto si ha a disposizione e averlo riscosso per intero”.

“Il nostro comune è in ginocchio, rialziamoci”.

E questo si ricollega anche all’idea di Assohotel, che ha prospettato una diversa determinazione degli importi della tassa di soggiorno reperendo le risorse necessarie a compensazione su altri fronti: “Può essere un’ipotesi percorribile nel medio termine e, comunque, tenendo presente una cosa, affermata anche dal commissario Romeo: un Comune in dissesto finanziario che trova risorse nelle pieghe del bilancio deve dare precedenza, per legge, ai servizi essenziali che in quel momento risultino ‘scoperti’”.

 

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