“Turismo di una Viareggio perduta”

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VIAREGGIO – “Il turismo è “il complesso delle manifestazioni e delle organizzazioni relative a viaggi e soggiorni compiuti a scopo ricreativo o di istruzione”  Questo è il significato etimologico della parola turismo, parola che nel caso della nostra amata città, non ha più una valenza ne morale né tanto meno commerciale. Viareggio una volta perla della Versilia meta rinomata e osannata in tutto il paese, è ora a i suoi minimi storici, sia in termini di afflusso turistico sia nella pochezza di manifestazioni e organizzazioni che offre. Chi vi scrive è un ragazzo che lavora nell’ ambito turistico, Federico Mungai di Lega Nord Versilia, figlio di genitori che lavorano in questo ambito, un ragazzo che ha vissuto gli anni novanta quando ancora Viareggio era degna di questo nome: “ricordiamoci festival persi , come per citarne uno Europacinema, perso in maniera indegna. La Viareggio che deve risorgere deve essere una cittadina che deve saper valorizzare tutti i suoi molteplici aspetti favorevoli e curare le infrastrutture che esistono, in questo contesto gli alberghi e i locali del lungomare, e della darsena dovrebbero coesistere in un eco sistema armonico e omogeneo, senza farsi guerre sterili tra loro che per altro non portano a nulla ma anzi minano una realtà già dura e sofferente. Viareggio nulla ha da invidiare a zone limitrofe tipo Lido di Camaiore o Pietrasanta, ma il nodo di gorgia è la gestione che queste piccole città usano a differenza della nostra, vittima di scellerate azioni e decisioni turistiche. In questo quadro difficile dobbiamo muoverci tutti nella medesima direzione e attuare un piano di crescita e sviluppo del nostro territorio, senza dimenticare che normative come la Direttiva Bolkestein , sono veleno per noi che come detto poc’anzi navighiamo in acque molto torbide. Viareggio non può più permettersi di far appassire le rose più belle del suo giardino, e questa deve essere e sarà uno dei punti fermi da dove ripartire”.

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