“Viareggio rialzati”, Alessandro Santini ai “microfoni” di Tgregione.it

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VIAREGGIO – ( di Letizia Tassinari ) – Annunciato ufficialmente solo pochi giorni fa, il candidato sindaco Alessandro Santini ha accettato, questa mattina, di “mettersi a nudo” in un intervista con Tgregione.it

Quarantuno anni compiuti lo scorso 30 gennaio, segno zodiacale acquario, esuberante e spontaneo, già vice sindaco a Camaiore, capogruppo PdL nella giunta Lunardini, consigliere comunale nell’era Betti e ex presidente della Fondazione Carnevale, attualmente direttore del ristorante La Conchiglia sulla Passeggiata a Lido di Camaiore, Alessandro Santini è in corsa per la poltrona da primo cittadino di Viareggio. Lidese di nascita ma viareggino nel sangue, con un amore spassionato per la città che conosce in ogni suo meandro.

Perchè ti candidi? La passione per la politica mi porta, caratterialmente, ad essere al servizio dei cittadini. Dopo l’esperienza di Camaiore e l’onore di aver servito l’amministrazione ho capito l’importanza di essere di aiuto alla gente. Fare l’amministratore pubblico per me è una vera e propria missione. Sentirsi utili, e dare risposte concrete ai più deboli e agli anziani è per me una priorità. Chi arriva nel mio ufficio e trova la porta aperta, per esporre problemi e richieste, già vede risolta al 50% la sua questione. Io non ho mai promesso cose che non posso realizzare, ma garantisco la massima attenzione. Il problema della gran parte della politica è illudere. Io non uso questi mezzi per accattivarmi la simpatia delle persone. Io ho giurato fedeltà  solenne alla Repubblica nel 1997 davanti al Presidente della Repubblica Oscar Lugi Scalfaro, durante il servizio militare in Aeronautica. Sono monarchico? C’è chi non è nulla e io piaccio anche a quelli di sinstra…

Se sarai eletto, quindi, il “tuo” Comune sarà un palazzo di vetro, trasparente? La frase è stata inflazionata, e non mi piace perchè è diventata una farsa, tutti la usano ma nessuno la concretizza. Il “palazzo” è dei cittadini, e non del sindaco, e lo devono sentire tale. I dipendenti comunali sono al servizio della città, e un cittadino non deve sentirsi rifiutato: se il problema non è risolvibile devono essere forniti consigli e soluzioni.

Forza Italia e chi altri appoggia la tua candidatura? Il Nuovo Partito Socialista e tre liste civiche che saranno annunciate nei prossimi giorni

Hai già in mente la tua squadra? In linea di massima si ed è già pronta: saranno figure tecniche, professionisti, anche se non dico no al politico, ma la mia Giunta vorrà essere “di emergenza”, visto il dissesto, e io sarò come un commissario, perchè è la legge che lo impone. Due dei tecnici saranno al Bilancio, alla programmazione finanziaria e alla gestione delle Partecipate.

Il problema sicurezza a Viareggio, come intendi risolverlo? La Polizia Municipale va rafforzata, dotandola innnanzi tutto dei mezzi per lavorare. Ai vigili urbani oggi mancano addirittura le divise, le moto sono senza assicurazione e bollo. Il dissesto ha colpito anche loro, e capisco la gente che si lamenta per l’assenza degli agenti sulla strada ma i motivi sono la mancanza di attrezzature e strumenti per operare. Mettere le telecamere costa, e poi occorre il personale per gestirle. Quelle devono venire dopo, prima bisogna ridare dignità al Corpo della Polizia Municipale.

Maurizio Manzo, ex questore, ufficializzato ieri dal candidato Giorgio Del Ghingaro come suo “asso nella manica”, non doveva essere, questa era la vox populi, un tuo “uomo”? Glielo avevo chiesto tempo addietro e Manzo mi aveva detto di si. Del Ghingaro ha solo giocato d’anticipo, e Manzo ha accettato anche la sua offerta.

Tre buoni motivi per votarti… Tutti sanno chi è, come pensa e come lavora Alessandro Santini. Tutti sanno che passione metto quando mi impegno, oltre all’energia. Sono operativo, non mi siedo su una poltrona a guardare o a comandare. La mia reperabilità è H24, garanzia di presenza, non solo nelle cerimonie e nelle feste, ma e soprattutto nelle difficoltà. Con me non ci saranno cellulari spenti. Sindaco e Assessori sono pagati per lavorare.

( foto di Iacopo Giannini e Paolo Mazzei )

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