Elezioni, l’intervista di TGregione.it al candidato alla Camera Stefano Baccelli

VIAREGGIO – (di Matteo Baudone) – Elezioni, l’intervista di TGregione.it al candidato alla Camera Stefano Baccelli

Manca poco al voto definitivo. C’è qualcosa che si sente di non aver detto al suo elettorato e con questa intervista può dirlo liberamente?

Più che dire qualcosa che non ho mai detto vorrei ribadire quel che dico alle molte persone che incontro ogni giorno. Andate a votare e votate non solo seguendo le appartenenze politiche e partitiche ma anche e soprattutto la persona. Penso di essere un valido rappresentante del nostro territorio, di cui posso intrepretare i bisogni e prospettarne le soluzioni in modo credibile.  Il mio impegno e la mia dedizione per la nostra comunità è visibile a tutti e a parlare sono le tante cose realizzate. Capisco le persone arrabbiate, arrivo a comprendere il voto cosiddetto di pancia, frutto a volte della rassegnazione, comprendo anche l’indecisione di qualcuno. A tutte queste persone voglio dire una cosa semplice: in discussione c’è il futuro del nostro territorio, la possibilità di farlo rappresentare da chi lo conosce al millimetro, lo attraversa e lo frequenta ogni giorno da anni, in perenne ascolto di chi ci vive. Il rischio, al contrario, è un’improvvisazione dannosa, che farebbe perdere molte opportunità alla nostra provincia.

Nel caso in cui voi del centro-sinistra dobbiate fare alleanze, personalmente con chi se la sentirebbe di allearsi delle attuali forze politiche in campo?

Credo sia prematuro parlarne ora. Tuttavia so per certo con chi non potrei mai allearmi: con I populisti, gli improvvisati, la destra razzista e anacronistica, che promette promette ma non realizza mai niente.

Degli effettivi nemici, chiamiamoli così, sul campo di battaglia di queste elezioni qual è quello che lei teme di più?

Non conosco nemici, ma solo avversari politici. Ciò che più mi spaventa è l’improvvisazione, l’incompetenza e la non conoscenza dei bisogni della comunità da parte di alcuni candidati.

Se dovesse scegliere uno o due progetti da mettere in lavorazione nella sua elezione a parlamentare appena insediato quali sceglierebbe?

Se tra le tante cose da fare, ne devo scegliere una, scelgo la vicenda più drammatica per la nostra comunità che ho vissuto negli da Presidente della Provincia: la strage di Viareggio. Occorre che a tutti I livelli e finalmente anche a quelli parlamentari e governativi si abbia cura dei familiari delle vittime.  In troppe occasioni i livelli statali della Repubblica Italiana sono stati irrispettosi nei confronti dei familiari delle vittime, con nomine a cavaliere, mancate costituzioni in giudizio, elargizioni economiche inaccettabili. La Repubblica Italiana è una ed una sola e deve in tutte le sue articolazioni parlamentari e governative trovarsi senza se e senza ma a fianco dei familiari delle vittime come in questi anni lo sono stati i Comuni della Versilia, la Provincia di Lucca, la Regione Toscana e seguire ed accompagnare con attenzione e rispetto il prezioso lavoro svolto dall’autorità giudiziaria per ottenere verità e giustizia.

L’altro argomento è poi quello delle concessioni, con la proposta di una vera e propria riforma dell’istituto giuridico delle concessioni, sia per i balneari, sia per le aziende che insistono sul porto di Viareggio, sia per i negozi sfitti della passeggiata, secondo un nuovo patto fra privati, pubblica amministrazione e Stato, che garantisca una durata ragionevolmente lunga delle concessioni tale da permettere i necessari investimenti, sviluppare con regole certe e una prospettiva a lungo termine le proprie attività e, allo stesso tempo, garantire un’adeguata remunerazione per la pubblica amministrazione concedente. Insomma, bisogna favorire il lavoro e l’impresa, non arricchire chi sulle concessioni vive di rendita.

Poi la partita sul commercio, in particolare varare un piano per tutelare e agevolare fiscalmente, con una tassazione differenziata e più leggera, tutte quelle attività commerciali che rendono vivi I piccoli comuni, I borghi, le frazioni e I paesi del nostro territorio.  Le altre due partite imprescindibili, infine, riguardano: la disabilità, con un fondo straordinario per l’accessibilità delle città, al pari dei piani straordinari approvati per la rinascita delle periferie, per l’arte e per lo sport; la creazione di nuova occupazione, in particolare giovanile, partendo proprio dalla cultura e dal patrimonio storico-artistico di cui disponiamo e, di conseguenza, anche sul turismo. Il concetto è uno: di cultura si vive.