Regionali, una scheda e due voti

0

FIRENZE – Una sola scheda ma due voti: uno per il presidente, il secondo per una delle liste. Due voti che possono essere anche disgiunti, come già cinque anni fa.

Sulla scheda ci saranno le liste di circoscrizione (una per provincia ma quattro a Firenze) – con l’elenco di tutti i candidati solo da spuntare per indicare l’eventuale doppia preferenza di genere – e a destra i candidati presidenti.

Ogni partito deve indicare un candidato presidente, tredici liste di candidati consiglieri (una per circoscrizione) e un’eventuale ma non obbligatorio listino regionale di tre candidati, che saranno i primi ad essere eletti in base ai voti raccolti dal partito.

Il voto disgiunto

Il voto ad una lista automaticamente si trasferisce al candidato presidente. Se invece un elettore indica solo il candidato presidente, il voto non andrà a nessuno dei partiti o dei movimenti che lo sostengono. E’ possibile anche votare il candidato presidente di uno schieramento e un partito di una diversa coalizione (il cosiddetto “voto disgiunto”).

Tornano le preferenze

A differenza di cinque anni fa gli elettori potranno indicare una preferenza per i candidati consiglieri: anzi due, un uomo e una donna. I consiglieri eventualmente nominati assessori dovranno dimettersi e saranno sostituiti dai primi non eletti.

Ballottaggio, una novità

Si vota con la possibilità di un turno di ballottaggio, da svolgersi a distanza di due settimane nel caso nessun candidato presidente raccolga almeno il 40 per cento dei voti validi: un’eventualità che nel 2010 non c’era. Al ballottaggio si presentano i due candidati più votati. Cinque anni fa Enrico Rossi, presidente uscente, raccolse al primo turno il 59,7 per cento dei voti.

Da 23 a 26 seggi allo schieramento vincente

La legge elettorale toscana prevede una soglia di sbarramento, che è cambiata rispetto a cinque anni fa. Potranno così sperare di avere un rappresentante in consiglio comunale solo i partiti che raccolgono più del 5% dei consensi in tutta la regione o, se parte di una coalizione, se la stessa ha superato il 10 per cento e le singole liste il 3 per cento.

Se il presidente eletto ottiene più del 45% dei voti, la coalizione che lo sostiene avrà diritto ad almeno al 60 per cento dei quaranta seggi in palio (ovvero 24); se il presidente eletto raccoglie tra il 40% e il 45%, la coalizione che lo sostiene avrà diritto a 23 seggi. Se i seggi ottenuti sono di meno, scatta il premio di maggioranza: se sono già di più, li mantiene.

Se la coalizione vincente raccogliesse più del 65 per cento dei voti (ovvero 26 seggi), scatta al contrario la soglia di garanzie per le minoranze, che complessivamente hanno diritto ad almeno 14 seggi. Ognuna delle tredici circoscrizioni ha diritto all’elezione di almeno un consigliere.

Anche se non aveva all’inizio neppure una sede e poteva contare solo su poche decine di dipendenti, la Regione Toscana (come le altre Regioni in Italia) nacque fra grandi aspettative: tra politici e amministratori naturalmente, ma anche fra la gente comune. Altissima fu la partecipazione al voto. Si aspettavano i risultati in piazza, come usava allora, e addirittura una folla si radunò fuori dal Consiglio regionale per l’approvazione del primo Statuto.

In quarantacinque anni l’astensione è cresciuta parecchio: l’affluenza è scesa dal 95,9% al 60,71%. E’ diminuita come è calata nel resto d’Italia. Ma in Toscana, che nella seconda metà del Novecento si è sempre caratterizzata come una delle regioni con i più alti livelli di partecipazione elettorale – di sicuro alle elezioni politiche, ma anche ai referendum con la sola eccezione di quello sulla caccia – la voglia di esserci alle urne è rimasta quasi sempre più alta che altrove. E nel 2006 questo divario, positivo, è tornato a crescere. Allora votò l’87,4% (in Italia l’81,4%): addirittura l’88,08% alle politiche del 2008, anche se dal conto sono stati in quel caso esclusi i residenti all’estero, con un falso effetto ottico per cui, in Toscana come nel resto d’Italia, la partecipazione sembrò aumentata più di quello che in realtà era.

Per la decima volta al voto

Dal 1970 ad oggi i toscani hanno votato nove volte per le elezioni regionali: nel 1970, nel 1975, nell’80, nell’85, nel 90, nel 95, nel 2000, nel 2005 e nel 2010. La prossima volta sarà il 31 maggio 2015. Fino al 2000 per eleggere il solo Consiglio regionale, dal 2005 direttamente anche il presidente della giunta.

Nei primi quindici anni partecipazione altissima

Nella prima tornata elettorale per le Regioni, quella del 1970, alle urne si recò il 95,9% dei toscani. Gli elettori allora erano circa mezzo milione in meno rispetto ad oggi, ma non votavano i diciottenni: in totale 2.522.286. I votanti, da 21 anni in su, furono 2.418.505. Furono eletti 50 consiglieri. Il 15 e 16 giugno 1975, per la seconda tornata elettorale, la percentuale di votanti fu ancora stellare, il 95,7%. Gli elettori erano 2.721.711, i votanti furono 2.604.174. Nel 1975 votarono per la prima volta i diciottenni.

Alle elezioni del 8 e 9 giugno 1980 gli elettori erano 2.814.093. La percentuale dei votanti scese al 93,1%, i votanti furono 2.620.171. L’affluenza alle urne subì ancora un lieve calo nelle elezioni del 12 e 13 maggio 1985: il 92,7%. Gli elettori erano 2.903.472, i votanti furono 2.691.660.

Nel 1990 l’affluenza scende sotto il 90 per cento

E’ con le elezioni del 6 e 7 maggio 1990 che si scende per la prima volta sotto la soglia del 90%. I votanti furono infatti l’89,63%. Gli elettori erano 2.970.732, alle urne si recarono 2.662.659 persone. Nel 1995 la percentuale scende ancora: l’85,1%. Gli elettori il 23 aprile 1995 sono 3 milioni e 33 mila 474, ma al voto vanno in 2 milioni 582 mila 948. Si abbassa ulteriormente nel 2000, quando la percentuale scende al 74,6%. Gli elettori sono 3.033.656, ma al voto si recano in 2.263.863 persone.

Le ultime elezioni

Nel 2005 la soglia scende ancora: 71,4%. Gli elettori sono 3.022.353, i votanti 2.156.460. Con la nuova legge elettorale si registra l’elezione diretta del Presidente e in Consiglio regionale vanno 65 consiglieri, quindici in più rispetto al 2000.

Con le regionali del 28 e 29 marzo 2010 l’asticella scende ulteriormente, trend comune a tutta l’Italia. Gli elettori chiamati in Toscana alle urne erano 3.009.691, ci vanno in 1.827.266 – il 60,71%, terzultimi tra le tredici regioni al voto – ed eleggono 55 consiglieri.

Sono 7 le candidature presentate ufficialmente per la presidenza della Regione Toscana. Oggi alle 12 scadeva il termine presso la Corte di Appello per la presentazione dei candidati presidenti, mentre i tribunali hanno ricevuto le candidature delle varie liste circoscrizionali.

Nelle prossime ore i tribunali e la Corte d’appello faranno le verifiche rese necessarie dal sistema elettorale toscano. Per essere ammessa una lista deve essere presente in almeno 9 circoscrizioni sulle 13 in cui è ripartita la Toscana. Per le ammissioni definitive bisognerà attendere dunque la giornata di domani.

Ecco i candidati alla presidenza con le liste presentate:

Enrico Rossi, sostenuto dal PD e dalla lista Popolo toscano

Claudio Borghi, candidato della Lega Nord e di Fratelli d’Italia

Giacomo Giannarelli, sostenuto dal M5S

Gianni Lamioni, candidato della lista Passione Toscana, espressione di Ncd e Udc

Tommaso Fattori, candidato della Lista Sì Toscana a sinistra

Stefano Mugnai,candidato di Forza Italia e di LegaToscana-Più Toscana

Gabriele Chiurli, sostenuto dalla lista Democrazia Diretta.

No comments

*